Trivelle nell’Adriatico, anche Corato dice no

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Il consiglio comunale dichiara «di essere del tutto contrario a pareri e provvedimenti autorizzatori e concessori che abbiano ad oggetto ricerche, prospezioni, test, attività estrattiva sulle coste pugliesi»
Anche Corato boccia le prospezioni petrolifere in Adriatico, le valutazioni effettuate attraverso l’uso di trivelle. Tutti i consiglieri comunali lunedì hanno sottoscritto la mozione presentata da Renato Bucci, primo firmatario, durante l’ultima riunione di consiglio.
La questione. Il Governo italiano ha espresso parere favorevole nei confronti delle società Spectrum Geo Ltd e Northem Petroleum Ltd perché esegua prospezioni in 3D per la ricerca di idrocarburi nel mar Adriatico ed in particolare in corrispondenza delle coste pugliesi.
In passato sono state autorizzate attività prospettive ed estrattive simili che hanno determinato gravi danni in particolare alla fauna marina dell’Adriatico.
Numerosi comitati, movimenti, associazioni, sindaci ed esponenti del mondo scientifico hanno esternato preoccupazione per l’impatto ambientale che hanno le modalità di ricerca scelte. Tra le negatività messe in luce c’è anche l’assoluta sproporzione tra costi e benefici che si avrebbero per i territori le cui coste si trovano in corrispondenza dei tratti di mare interessati dalle prospezioni anche qualora dovessero essere trovate vene petrolifere.
I pareri e le autorizzazioni rappresentano le prime forme di attuazione del decreto “Sblocca Italia”, che relega gli enti esponenziali delle comunità territoriali, ed anche l’Ente Regione, a ruoli del tutto marginali ed ininfluenti rispetto ai processi decisionali che hanno ad oggetto provvedimenti determinanti per lo sviluppo, l’ambiente, la stessa qualità della vita, dei territori rappresentati. Una condizione per il cui il consiglio comunale dichiara il suo dissenso.
La posizione pugliese. Michele Emiliano ha espresso la volontà di intraprendere ogni utile iniziativa, anche giudiziaria, per tutelare il diritto della Regione Puglia ad avere parte attiva e decisiva in ogni procedimento impattante per lo stesso territorio.
«Non appare né giusto né utile lasciare che la battaglia per la tutela dei mari sia affidata soltanto all’iniziativa dei sindaci dei comuni costieri. Il problema investe l’intero territorio regionale, per le gravi implicazioni che ha rispetto all’economia, alla salute all’ecosistema dell’intera Puglia» sottoscrive il consiglio comunale di Corato.
La massima assise cittadina dichiara «di essere del tutto contraria a pareri e provvedimenti autorizzatori e concessori che abbiano ad oggetto ricerche, prospezioni, test, attività estrattiva sulle coste pugliesi».
L’impegno assunto dal sindaco e dalla Giunta Comunale è quello di «manifestare, pubblicamente e concretamente, la piena adesione del Comune di Corato alle iniziative» che contrastano «i provvedimenti autorizzatori» e ogni altro atto «di analogo tenore o comunque consequenziale ed attuativo rispetto a quelli già adottati». Spazio a iniziative autonome o di supporto «a quelle già intraprese o ad intraprendersi da altri Comuni o Enti associativi».
La presa di posizione del Consiglio sarà comunicata ai sindaci dei paesi costieri maggiormente impegnati fino ad oggi nella battaglia e alla stampa, al presidente della Regione Puglia al presidente del Consiglio dei Ministri.
Commenti
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mentre pensiamo alle trivelle nell’adriatico, possiamo anche pensare ai problemi seri di Corato? Mancanza di lavoro, strade impraticabili, piazze inguardabili, raccolta differenziata fatta male e gestita peggio, traffico senza regole, assenza di forze dell’ordine sul territorio, ecc…
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spero che una uguale premura venga usata non solo contro chi vuole trivellare il fondo dell’adriatico, ma anche verso chi lo inquina, verso gli impiantidi depurazione che non funzionano, verso chi pratica pesca di frodo, sversamenti non autorizzatio ecc. ecc. a proposito, avete mai visto i fondali di trani o bisceglie? sono morti del tutto, sono più morti della disco music…







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