Garanzia giovani, un’opportunità ferma ai box. Le Ats: «La Regione sistemi il portale web»

Marianna Lotito e Paola Bovino
Open day Garanzia giovani

«La Regione ha comunicato che dovrebbe essere pronto per fine luglio» ma intanto il timore dei consulenti del lavoro è che in questo periodo di stasi «vadano perse le opportunità offerte dalle aziende»

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Si chiama “Garanzia giovani” ed è un programma europeo “di attivazione” dei giovani che hanno finito gli studi e cercano lavoro.

Un “sistema” innovativo – di cui abbiamo già parlato a febbraio – che mette in rete aziende, giovani e territorio ma, ad oggi, risulta rallentato da alcune difficoltà tecniche. «Non funziona il portale della Regione Puglia che serve a mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro» ha detto ieri Filippo Continisio, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro.

Nella sala verde del Palazzo di città gremita di giovani e operatori del settore, Continisio ha precisato: «la Regione ha comunicato che dovrebbe essere pronto per fine luglio ma, intanto, il timore dei consulenti del lavoro è che in questo periodo di stasi vadano perse le opportunità offerte dalle aziende».

L’Inps offre ai giovani un minimo di 450 euro al mese per un tirocinio della durata di 6 mesi (12 per le categorie protette) e massimo trenta ore di lavoro a settimana. Le aziende possono incrementare la cifra al massimo con altri 150 euro.

Ad aver mandato in tilt il portale Sistema Puglia è «la grande mole di informazioni raccolte» ha chiarito Francesca Fornarola (responsabile della cordata Misure Giovani). Nonostante ciò «i dati pugliesi restano i migliori del Sud e tra i più validi in Italia» aggiunge. Il vero problema «sta nel fatto che le aziende non possono aspettare 8 mesi per poter accogliere il giovane che hanno individuato.

Un “dramma” da superare per dare senso a questo programma che, finalmente, persegue l’obiettivo di rendere attiva i giovani attraverso la concatenazione delle misure» conclude Fornarola.

«Non dobbiamo farci scoraggiare – ha replicato il sindaco Massimo Mazzilli. Siamo consapevoli: chi studia determinati “strumenti” a volte non ne conosce l’applicazione concreta. I nostri giovani devono acquisire almeno una certezza: c’è chi si preoccupa di far funzionare il programma.

“Garanzia giovani” è un’opportunità che dobbiamo saper cogliere. Certo, una defiscalizzazione sarebbe molto più utile: le economie che hanno retto meglio alla crisi sono quelle con i rapporti di lavoro più flessibili.

Come amministrazione crediamo in questo strumento e vogliamo avere un ruolo di supporto, animazione e divulgazione. Speriamo che oggi possa crearsi un’ulteriore forma di contatto tra giovani, operatori e aziende».

E’ con questo scopo che si è svolto ieri il primo open day “Garanzia giovani”. «Per fare rete» ha sottolineato Anita Musto, assessore alle politiche giovani. «Da un lato ci sono i giovani che stanno rispondendo benissimo. Dall’altro le imprese che invece appaiono più restie, forse perché non conoscono i benefici che possono ottenere.

Nel mezzo ci sono i consulenti del lavoro e le Ats, Associazioni temporanee di scopo». Sono undici in tutta la Puglia, il secondo degli step che attendono un giovane che decide di intraprendere questo percorso. Dopo aver “depositato” il proprio profilo di studi ai centri per l’impiego, i giovani si rivolgono a questi raggruppamenti di soggetti pubblici e privati (enti di formazione, agenzie per il lavoro, associazioni di categoria, scuole e università) che li prendono in carico si occupano di attivare un percorso in azienda.

Unica la finalità di Garanzia giovani: «rendere attivo il giovane e puntare ad un lavoro stabile» ha ribadito Francesco Errico (Smile Puglia). «Guardare alle altre nazioni europee è fondamentale» ha sottolineato Francesco Mastromauro, referente del Centro per l’impiego di Corato. E ancora: «in città sono circa 2mila i giovani che già si sono mostrati interessati alla misura e ci hanno raggiunti per la preparazione del loro profilo da mettere a disposizione delle Ats».

E’ bastato scendere nel chiostro del Comune per rendere concreto questo “ponte” tra giovani e lavoro. Armati di pazienza e materiale informativo, gli operatori delle Ats si sono messi a disposizione dei giovani.

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