I ragazzi in difficoltà riprendono “a volare” con Acricefal. Le immagini

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«Opportunità come queste – commenta il direttore dell’istituto penale per minori di Bari – gettano le basi la ripresa sociale dei nostri ragazzi e alimentano la speranza che possano riprendere in mano le loro vite»
Che possano prendere il volo verso nuovi orizzonti. E’ questo il senso oltre che l’augurio – del corso organizzato da Acricefal e degnamente rappresentato dalle farfalle di terracotta realizzate dai ragazzi che lo frequentano.
Seduti ad un piccolo tavolo nella sala conferenze dell’Oasi ci sono Cosimo e Damiano, scherzosamente definiti i “Santi Medici” per la loro provenienza bitontina. Sono due dei quattro giovani che hanno conseguito l’attestato di “Ceramista torniante” e seguito il corso insieme ad altri 36 coetanei.
20 anni uno, 17 l’altro. Fuori ad attenderli c’è un’auto blu con un lampeggiante. Alle loro spalle le storie che li hanno portati alla detenzione nel carcere minorile. In mente e nel cuore la voglia di ricominciare “a volare”. Come le farfalle di cui si prendono cura e a cui restituiscono colore. Con delicatezza e pazienza.
Martedì mattina l’associazione cristiana Acricefal ha scelto loro come testimoni di uno dei tanti percorsi di formazione che punta al riscatto.
«Opportunità come queste – commenta Nicola Petruzzelli, direttore dell’istituto penale per minori di Bari – gettano le basi la ripresa sociale dei nostri ragazzi. Alimentano la speranza che possano riprendere in mano le loro vite: è un desiderio che deve nascere da loro».
Grazie al corso di Acricefal ai ragazzi sono stati donati dei «germi di libertà» aggiunge Petruzzelli. E ancora: «le 600 ore di lezione hanno sottratto i minori all’ozio, al tempo senza obbiettivo tipico dei detenuti». La struttura carceraria è stata aiutata in questo modo a perseguire il proprio ruolo formativo nella vita delle persone. A tutelare un diritto previsto dalla Costituzione che non può essere leso a causa del periodo di detenzione. Per questo a finanziare il corso è stata la Regione Puglia, così come confermato da Giulia Silvana Veneziano, responsabile Asse 3 per inclusione sociale.
L’Associazione cristiana cultura evangelizzazione formazione arti lavoro (Acricefal) dal 2004 è nel settore della formazione professionale dello svantaggio ed ha come autore dei progetti Alessandro Di Rienzo. «Abbiamo osato molto – ammette Di Rienzo – perché entrare nelle strutture penitenziali non è facile. I risultati però ci danno ragione e siamo certi di voler continuare sulla strada intrapresa».
«Fuori dalla storia di questi ragazzi e dalla loro vita c’è il mondo che li aspetta, fatto di lavoro e relazione.
Per questo – riflette Alessandro Abate, rappresentante staff docenti Acricefal – si deve cercare di puntare sempre allo scambio reciproco fatto di comunicazione sana ed efficace». Perché «prima di essere lavoratori bisogna essere cittadini» fa eco Riccardo Losappio, addetto stampa della diocesi di Trani.
Un po’ come quando di dice che prima di predicare bisogna mettere in pratica ciò che si chiede agli altri. Bisogna «rendere la fede cristiana operativa, che produca frutti» auspica mons. Pichierri per arrivare ad un augurio: «non lasciamoci rubare la speranza della vita».
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