Nuove opportunità per i commercianti. Ecco i Duc

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Sono i Distretti urbani del commercio. Perchè possano nascere ed intercettare risorse economiche europee servono un’area con caratteristiche omogenee ed un gruppo di persone che mirino alla riqualificazione del commercio
Una delle speranze di tutti è la ripresa economica del Paese. La ricerca di strumenti e strategie tesi al raggiungimento di questo obiettivo giovedì scorso in biblioteca ha visto incontrarsi il Comune e la Confcommercio per parlare dei Duc, ovvero i Distretti urbani del commercio.
L’iniziativa, nata come momento di sensibilizzazione rivolto soprattutto ai commercianti, ha visto partecipare un risicato numero di persone. Circostanza per la quale il sindaco Massimo Mazzilli si è detto «molto deluso».
«Non ci si rende ancora conto di quanto questa sia un’occasione importante da cogliere» ha esordito il vicesindaco Scaringella. «Vogliamo portarla avanti, l’abbiamo scritto nel nostro programma. Va incontro alle esigenze degli operatori commerciali e mira a rivitalizzare il centro cittadino partendo dal commercio».
Perché un Duc possa essere costituito e intercetti risorse economiche europee, servono due componenti essenziali: un’area con caratteristiche omogenee del territorio e un gruppo di persone, istituzioni e aziende pubbliche e private che hanno come obiettivo la riqualificazione del commercio.
Con un ambito territoriale caratterizzato da un’offerta distributiva integrata in grado di esercitare una polarità commerciale, si può parlare di Duc. Molteplici gli scopi: promuovere l’aggregazione tra i commercianti e i prodotti del territorio; aiutare la relazione tra commercio e turismo locale; far collaborare i Comuni tra loro, ottimizzando le risorse, migliorare gli spazi pubblici attraverso la riqualificazione urbana.
«Non si può più pensare solo ad episodi sporadici di promozione del commercio: serve un processo continuo di evoluzione economica. Alla base però deve esserci la volontà di tutti. Non possiamo più attendere che il Comune faccia per noi» ha sottolineato Alessandro Fusco, delegato Confcommercio.
«La Regione Puglia ha pubblicato il Regolamento Regionale numero 15 del 15 luglio 2011 che riguarda i Duc» ha ricordato il dirigente del settore sviluppo economico Giuseppe Sciscioli. Corato è «candidata dal 2012 a questo obiettivo» ha aggiunto.
Secondo quanto stabilito dalla Regione Puglia i distretti possono essere costituiti dalle amministrazioni comunali (in forma singola o associata) oppure dalle associazioni di operatori commerciali.
La Regione finanzia i distretti costituiti attraverso appositi bandi e le domande possono essere presentate dal Comune, dall’associazione degli operatori o dall’organismo di governance che gestirà il Duc. Per Corato l’idea è che il legale rappresentate del Duc sia il Comune, per questo il primo step necessario è la delibera del consiglio comunale che formalizzi l’intenzione.
«Abbiamo un’idea sufficientemente chiara del Duc – ha chiarito il sindaco – parte dalle linee programmatiche. Deve rivitalizzare il commercio e si abbina al rilancio e alla promozione turistica».
«Per raggiungere almeno il numero minimo di esercenti da coinvolge (250) dobbiamo partire dal Corso e raggiungere le radiali» riflette pensando alla zona della città da individuare per il Duc.
Al termine della riunione è emersa questa volontà dell’amministrazione: «noi scriviamo la delibera di giunta sulla base di linee direttrici generiche del Duc e di quanto ci siamo detti questo pomeriggio. La sottoponiamo agli esercenti e ai rappresentanti di categoria e dopo esserci confrontati la portiamo in consiglio comunale. Flessibilità e partecipazione saranno alla base anche di questo progetto» ha concluso il Sindaco.
«Il problema dei commercianti “si chiama” programmazione» ha sottolineato Montaruli di Unimpresa Andria. «Va colmato – ha aggiunto – il distacco tra chi legifera e chi deve attuare queste forme di programmazione sui territori».
«Serve un piano del commercio aggiornato» ha rimarcato Sciscioli. «Il nostro è del 2011, va adeguato ma dobbiamo attendere che la Regione ce lo consenta dandoci le indicazioni da seguire».
Disponibile alla collaborazione anche il presidente Confocommercio Corato, Vito D’Ingeo: «tra non molto arriverà un bando che punta a sostenere l’alta tecnologia: dobbiamo farci trovare preparati perché sarà fondamentale intercettare risorse. Servono strategie di marketing per attirare turisti dalle altre nazioni del mondo. Bisogna puntare su un brand, a Corato ovviamente sull’olio».
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