La movida imbratta e sporca il centro storico, i residenti: «Questione di inciviltà». Le immagini

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Questa volta la "protesta" dei residenti si consuma a colpi di fotografie scattate all'indomani di un normale venerdì sera: «il problema è la mancanza di rispetto verso l'ambiente e le persone»
I muri dei palazzi usati come fossero pagine di diario o lavagne scolastiche: ecco come appare il centro storico all’indomani di un normale venerdì sera.
Firme e disegni realizzati con un pennarello nero, senza dimenticare orario e data. Come fosse la cosa più normale del mondo. Invece «è mancanza di rispetto verso l’ambiente e le persone che lo abitano»: la pensa così chi vive nei pressi di piazza Di Vagno o chi si trova a passare su via Duomo e sale sulle scalinate di cui abbiamo già parlato qualche tempo fa.
«Non abbiamo nulla contro chi gestisce i rifiuti, o verso i commercianti e i gestori dei locali del centro storico: il problema è l’inciviltà di alcuni loro clienti».
A parte le bottiglie di birra in vetro lasciate in bella mostra e i rifiuti di ogni genere «a fare più male sono le scritte sui muri dei palazzi» denunciano dal centro storico. E aggiungono: «I ragazzi non si rendono conto che ripulire gli stipiti dei portoni in pietra dai loro “messaggi d’amore” ha un costo. Perchè dobbiamo essere costretti a sopportare queste spese?».
La speranza dei residenti, ancora una volta, punta alle forze dell’ordine. «Ultimamente stiamo vedendo maggiore controllo ma – auspicano – speriamo che oltre al volume dei locali possano aiutarci a controllare tutti i gesti di inciviltà».
Anche in questo caso le immagini raccontano meglio di ogni parola.
Commenti
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“…mancanza di rispetto verso le persone e l’ambiente”: ma i professori che hanno protestato qualche giorno fa, non si sentono un po’ responsabili di tutto ciò? O rispondono tutti come quel vicepreside (senza specificare il sesso) che, io docente volontario di sostegno (su richiesta della scuola), al mio rilievo sul fatto che si dovesse per prima cosa insegnare ai ragazzi l’educazione e la correttezza, affermò davanti ai colleghi riuniti: “non facciamo in tempo a fare le nostre materie, figuriamoci se possiamo insegnare anche l’educazione!”. D’accordo. Ma noi siamo circondati non da solo da ragazzi maleducati, ma anche ignoranti al massimo. Qualcosa non quadra, sul ruolo della scuola. Educarli dovrebbe essere compito della famiglia e di altre istituzioni? Ma dove stanno e cosa sono diventate, oggi, questa famiglia e queste altre istituzioni? Salvatore Di Gennaro
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di cosa ci sorprendiamo? questo è l’Italia che il primo maggio ha consentito a teppisti e sovversivi di mettere a ferro e fuoco Milano; i ragazzi fanno quel che gli pare perchè gli viene consentito, perchè sanno che non ci sarà punizione, in famiglia, nella scuola e nella società







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