Lavoratori in agitazione davanti ai cancelli della Maiora: «Rischiano il posto almeno undici operai»

La Redazione
La protesta dei lavoratori davanti ai cancelli del gruppo Cannillo

Gli operai – fino a qualche settimana fa dipendenti della Movilog, cooperativa che forniva servizi a Maiora – avevano scioperato già alla fine di marzo per la paura di essere licenziati

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I lavoratori tornano a protestare dinanzi ai cancelli della Maiora, il centro distribuzione del gruppo Cannillo.

Gli operai – fino a qualche settimana fa dipendenti della cooperativa Movilog che forniva servizi a Maiora – avevano scioperato già alla fine di marzo a causa di alcuni ritardi nei pagamenti e, soprattutto, per la paura di essere licenziati.

Nel frattempo la Movilog ha lasciato l’appalto e i 41 dipendenti sono stati messi in ferie forzate. A 14 di loro – che oggi si sono recati regolarmente al lavoro – sono stati assunti per sette mesi dalla Bms di Venezia, la nuova cooperativa che gestisce la logistica dell’azienda coratina. Tutti gli altri sono invece rimasti fuori dai cancelli per manifestare il loro forte disagio.

Da un incontro che si è svolto in mattinata tra i rappresentanti sindacali ed i vertici di Maiora, è emerso che ad altri 16 verrà proposta la stessa tipologia di assunzione, mentre è molto probabile che in 11 resteranno senza lavoro.

«Il 21 marzo la Movilog ha fatto sapere di dover procedere al licenziamento collettivo di 44 unità» spiega Luigi De Ceglie, segretario provinciale della Fisascat Cisl che rappresenta gli operai.

«Per legge i lavoratori hanno a disposizione 45 giorni di procedura sindacale. Se non si trova un accordo entro questo limite di tempo, si va all’ufficio provinciale a Bari per la discussione amministrativa. Avevamo un incontro fissato per il 30 aprile, ma l’ufficio provinciale lo ha rinviato al 6 maggio.

Poiché Maiora aveva già effettuato il passaggio con un’altra cooperativa, non è possibile chiudere la procedura di mobilità e non si può procedere con i licenziamenti. Hanno pensato di aggirare l’ostacolo mettendo i lavoratori in ferie. Ad una parte di loro però, esattamente 14 persone, hanno chiesto di rassegnare le dimissioni per poi assumerli attraverso un’altra cooperativa di cui al momento non conosciamo neppure il nome. Non si comprende in base a quale criterio tutti gli altri siano stati lasciati fuori».

Di fatto, però, 14 lavoratori non bastano a coprire i servizi di cui necessita Maiora.

«Per questo – aggiunge il sindacalista – ieri sera alle 23.30 hanno mandato degli sms ai lavoratori per chiamarne altri quattro».

«Mi è stato proposto un contratto a tempo determinato della durata di sette mesi con la qualifica di livello minimo» spiega uno dei lavoratori che hanno ricevuto il messaggio.«In base a quanto mi hanno detto stamattina – precisa – la paga oraria sarebbe di poco più di 8 euro lordi. Dopo sette mesi l’assunzione dovrebbe diventare a tempo indeterminato».

«E’ una vicenda che va avanti da circa 10 mesi» chiarisce Franco Cannillo, amministratore del Gruppo. «Noi non abbiamo responsabilità formale nei confronti di questi lavoratori. Stiamo cercando di fare ciò che possiamo solo in virtù dell’impegno morale che avvertiamo nei loro confronti visto che molti sono nostri ex dipendenti».

Le esigenze di logistica, stando a quanto riferito da Cannillo, garantiscono massimo 30 posti di lavoro. Di qui derivano le 11 unità in esubero.

«Diversi mesi fa, quando già queste cifre erano chiare, abbiamo proposto ad alcuni dipendenti il trasferimento a Barletta» spiega ancora l’amministratore di Maiora. «Lo hanno percepito come un disagio e lo hanno rifiutato. Oggi questa possibilità non c’è più e per noi risulta difficile trovare un’altra soluzione». «La proposta è stata fatta solo a 4-5 lavoratori – replicano gli operai – e non sarebbe stata una soluzione al problema»

Quello che Cannillo definisce disagio, per i lavoratori significa «la perdita dei diritti maturati, in 25 anni di lavoro per alcuni. Nel passaggio dal contratto con Cannillo a quello con la Movilog abbiamo potuto conservare gli scatti di anzianità. Passando ad un’altra cooperativa saremmo costretti a ripartire da zero e senza nessuna certezza per il futuro». 

Questa sera i lavoratori si riuniranno in assemblea sindacale per sciogliere un nodo cruciale: bisognerà capire quanti saranno disposti ad accettare le condizioni di lavoro proposte. «Non è un caso – dicono alcuni – che ad essere stati assunti oggi dalla nuova cooperativa siano gli ultimi arrivati».

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