Chiusura uffici Spesal, anche il sindacato chiede «l’immediata revoca della disposizione»

La Redazione
Sicurezza sul lavoro

Con una lettera indirizzata al commissario della Asl Bari, Vito Montanaro, la segreteria provinciale Bari F.S.I. C.N.I. chiede anche «un incontro per affrontare in maniera risolutiva le criticità che affliggono gli utenti e i dipendenti»

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Anche il sindacato contesta la disposizione con cui nei giorni scorsi il direttore dello Spesal Area Nord, Giorgio Di Leone, ha definito la chiusura degli uffici coratini del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Con una lettera indirizzata al commissario della Asl Bari, Vito Montanaro, la segreteria provinciale Bari F.S.I. C.N.I. chiede «l’immediata revoca della disposizione di servizio in oggetto e un incontro per affrontare in maniera risolutiva le criticità che affliggono gli utenti e i dipendenti».

«La segreteria – scrive Salvatore Mascoli – contesta la disposizione di servizio in oggetto, atteso che presenta vizio di forma in quanto il dott. Giorgio Di Leone ci risulta non essere più fruitore dell’art. 18 (quindi a che titolo firma?), in quanto, in primis, eventuali disposizioni di servizio di chiusura dell’ufficio S.P.E.S.A.L. attengono alla giunta regionale e all’assessorato alle politiche della salute.

In secondo luogo, si priva una vasta area della relativa fruizione del medesimo ufficio S.P.E.S.A.L. ovvero città come Corato, Altamura, Gravina, Ruvo, Terlizzi, Palo del Colle, Mariotto, Bitritto, Binetto, Palombaio e Grumo Appula.

Inoltre è nostra opinione che vi sia un rigurgito incoercibile di un mai sopito progetto recondito “criminogeno”, vessatorio e lesivo, oltre che detrattivo, teso a depotenziare e/o annullare l’attività dello S.P.E.S.A.L. nell’area nord barese (a chi giova tutto ciò) atteso che già circa un anno fa è stata disposta la chiusura del servizio igiene, alimenti e nutrizione nella stessa area. Tali provvedimenti non hanno prodotto né efficacia, né efficienza, né riduzione della spesa, anzi! Ulteriore vulnus è stato ad es. perpetrato nella restrizione oraria per assistere i pazienti psichiatrici C.S.M.

Ci preme ed è opportuno ricordare che altre nostre ultime note inoltrate in data 22/09/2014 e 28/01/2015, oltre ad altre copiose e dettagliate segnalazioni sottoposte alla conoscenza di chi ha preceduto la S.V. non hanno mai ottenuto riscontro e si continuano a produrre sperpero di denaro pubblico, disfunzioni, disservizi, anomalie e rischio crescente che incombe in maniera esponenziale sulla collettività».

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