Bucci in piazza racconta “Tutta un’altra storia”: «Non cerco voti ma uomini liberi»

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Ieri sera avvio della campagna elettorale per l'ex sindaco Renato Bucci, candidato al Consiglio regionale per la lista "Noi a sinistra per la Puglia"
Alle regionali del prossimo 31 maggio potrebbe vincere l’astensionismo. Secondo recenti sondaggi, infatti, il partito del non voto sembra destinato surclassare tutti gli altri. E proprio a chi sembra intenzionato a disertare le urne ha parlato ieri sera l’ex sindaco Renato Bucci, nei panni del candidato al Consiglio regionale per la lista “Noi a sinistra per la Puglia”.
Lo ha fatto raccontando “Tutta un’altra storia”, dal nome dell’evento con cui, in piazza Sedile, ha dato l’avvio alla sua campagna elettorale.
Quale sia “l’altra storia” che propone è presto detto: è quella che può raccontare la «politica semplice, che non chiede “quanti voti ti servono”, perché i voti non servono, servono le persone, che hanno bisogni, volontà, speranze». Nelle sue parole, «l’altra storia» può essere scritta solo da una politica libera da «interessi, padroni, lobby», quella che «insegniamo ai bambini e poi da grandi dimentichiamo».
E «l’altra storia» coincide, almeno in parte, con Cantieri dal basso, la della rete di movimenti civici della provincia di cui Bucci è cofondatore e coordinatore. Più volte, infatti, nel suo intervento è tornato sulla “cifra” della rete: la centralità delle persone nella vita delle istituzioni.
«Perché – dirà – il voto lo puoi comprare, vale meno di un giocattolo, e invece noi siamo lì, a prendere schiaffi e applausi, critiche e pure ritorsioni, ma siamo sempre sulle cose».
Se quella rete è «un’idea non mia, che aleggiava in persone organizzate e non», l’ex sindaco indica come esempio di partecipazione “dal basso” «i lumini accesi qualche giorno fa come protesta contro la mortificazione della scuola, che si sta operando a livello nazionale». Pure in quella manifestazione c’è, secondo Bucci, «una politica che cerca dignità, affrontando di petto i problemi».
Oggi più che mai, questa la tesi del candidato, i rappresentanti nelle istituzioni rischiano di essere «un manipolo di burocrati, troppo spesso alimentati da interessi dall’alto, lontani dalle persone, dai loro bisogni, dalle opportunità». Un rischio di cui «ha preso atto Emiliano (candidato presidente e segretario regionale del Pd, ndr) durante la presentazione della lista a Bari». «Una presa d’atto fondamentale che deve essere un moto d’animo» riferisce Bucci.
La sua “terapia” per i casi di mala politica, definiti come «infarti della politica su cui si è schiantata la fiducia», è fatta di «autonomia e libertà», ingredienti che consentirebbero di scegliere «le priorità» fra «una sanità che risponde a padronati e interessi di grandi gruppi industriali o una vicina al malato, accentrata o di prossimità».
A proposito di priorità, nell’agenda del candidato ci sono le case popolari, che «rispondono tutte alla Regione, per le quali ci sono milioni fermi» e la legge sulla partecipazione: «un bel tema fra gli altri toccati da Emiliano che è un banco di prova straordinario, privo di riconoscimento a livello regionale, su cui abbiamo tanto da raccontare». Due gli esempi nati “dal basso” cui si rifà Bucci. Da un lato, i comitati di quartiere istituiti a Bitonto e, dall’altro, il bilancio partecipativo sperimentato nel comune di Troia.
«Cosa chiedo?», dice Bucci tirando le somme. «Il voto no, perché non sto a contare i voti come soldini in un salvadanaio, da rompere il 31 maggio», questa la risposta cui segue un accorato appello finale. «Mi rivolgo – chiosa l’ex sindaco – agli uomini liberi. Pensate cosa accade, se mille passi diventano una marcia, se mille occhi diventano uno sguardo, mille voci una voce sola. Sarà tutta un’altra storia».
L’intervento di Bucci è stato preceduto da quello di alcuni testimoni dell’attività della rete civica. Fra questi il primo cittadino di Bitonto, Michele Abbaticchio, secondo cui «oggi paghiamo lo scotto della politica fatta in precedenza»</em>; Angelo Papio, consigliere comunale di Monopoli (Movimento Mani Sporche); Antonio Santeramo, presidente del movimento “Albero della Libertà” di Altamura e Leo Palmisano, in veste di segretario di Sel Bari, che ha indicato nel candidato «un pezzo importante della Puglia migliore», dopo aver invitato la piazza a un minuto di silenzio per la vittima dell’esplosione di una conduttura di gas a Barletta.
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