Sport e diversabilità, un modello di integrazione

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Sta per vedere la luce un progetto pilota sotto la guida del professor Luigi Leonardelli, organizzato da Aurora Basket Corato, Scuola Basket Casillo, l'associazione Insieme per la Vita e il complesso scolastico “Tattoli-De Gasperi”
Lo sport occupa una posizione fondamentale nello sviluppo fisico e sociale della persona. Permette, infatti, di approfondire la conoscenza del proprio corpo, delle sue risorse e potenzialità, dei limiti, oltre che di sviluppare una maggiore capacità di orientamento nello spazio.
Praticare un’attività fisica permette inoltre di acquisire in maniera spontanea le regole che stanno alla base non solo dello sport, ma anche della società più estesa; regole che permettono di entrare in relazione con l’altro emotivamente e affettivamente e di gestire i conflitti che ne possono conseguire. Ogni attività sportiva riassume in sé un’esperienza di gioco, movimento, agonismo e vita di gruppo.
Proprio per questo, lo sport viene sfruttato da anni in quanto mezzo educativo all’interno delle scuole, nei progetti di associazioni e società sportive cooperanti. In virtù di uno scopo comune l’Aurora Basket Corato, la Scuola Basket Casillo, l’associazione Insieme per la Vita e il complesso scolastico “Tattoli-De Gasperi” hanno offerto l’opportunità a diversi gruppi di bambini normodotati e non, di avere a propria disposizione la palestra della scuola “Tattoli” sotto la guida del professor Luigi Leonardelli.
Si tratta di un progetto pilota, che per ora si rivolgerà ad un ristretto numero di bambini, che potranno praticare gratuitamente moltissime attività sportive, per socializzare abbattendo le barriere culturali che ancora sono radicate nella società.
Il progetto è rivolto principalmente alle persone disabili che non risultano attualmente coinvolte in attività elaborate o proposte dai servizi territoriali, ma non solo. Prevede infatti di includere nelle attività genitori ed educatori, per creare una rete di integrazione sociale che porti alla creazione di un gruppo di cooperazione.
Gli organizzatori credono fermamente che lo sport possa essere un’importante risorsa per migliorare la qualità della vita, ragione per cui cercano di espandere la cultura dello sport tra le persone con disabilità, poiché di fronte ad una prestazione sportiva una persona diversamente abile diventa semplicemente una ‘persona’, capace di risolvere problemi, di porsi obiettivi e, attraverso delle strategie, impara a raggiungerli.
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