“No” all’embargo francese sui prodotti pugliesi, Malcangi: «Disposti a barricate per l’agricoltura»

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Con l’iniziativa #iononcomproMadeinFrance il Movimento Schittulli sabato ha allestito un gazebo in via Duomo per dire "no" all’embargo e invitare i coratini a non comprare prodotti francesi
«Per la nostra agricoltura siamo disposti a fare le barricate. Lo ha sottolineato in tempi non sospetti il nostro candidato presidente, Francesco Schittulli, l’abbiamo ribadito insieme il giorno della presentazione della mia candidatura a Carato, l’abbiamo dimostrato, con i fatti, sabato scorso e continueremo a farlo sempre».
Commenta così Mario Matteo Malcangi, l’iniziativa #iononcomproMadeinFrance organizzata dal Movimento Schittulli che, secondo i promotori, ha riscosso un notevole seguito.
Il candidato al consiglio regionale, i consiglieri comunali Flora Maldera e Luigi Musci, insieme ai militanti coratini del partito del noto oncologo barese, hanno allestito un gazebo in via Duomo nel pomeriggio di sabato scorso, dalle 18 alle 21, per dire no all’embargo francese nei confronti di 102 specie vegetali dalla Puglia e invitare i coratini a non comprare prodotti francesi.
Simbolicamente, oltre al materiale informativo sulla decisione del ministro dell’agricoltura transalpino che rischia di infliggere un colpo mortale all’agricoltura pugliese, sono stati distribuiti ai passanti prodotti tipici locali, per testimoniare la vicinanza ai produttori pugliesi e invogliare ad acquistare solo Made in Puglia. Nella fattispecie sono stati distribuite boccettine di olio d’oliva offerto da Terra Maiorum e tarallini offerti dall’azienda Fiore di Puglia.
«Sono rimasto piacevolmente colpito dalla risposta dei coratini» sottolinea Mario Matteo Malcangi, coordinatore cittadino del Movimento. «Molta gente si fermava a leggere i nostri manifesti e volantini sulla campagna di sensibilizzazione. Evidentemente in tanti si sono sentiti penalizzati e offesi dall’embargo francese e hanno voluto testimoniare la loro vicinanza ai nostri operatori agricoli, che con enormi sacrifici portano avanti la loro attività. La nostra terra, coratina e pugliese, è chiaramente a vocazione agricola. Non possiamo accettare che venga bistrattata e abbandonata. Per questo ci batteremo sempre, anche a costo di fare le barricate».
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