Don Marco Pellegrino è sacerdote: «Un cammino che esplode in una grande gioia». Le immagini

© CoratoLive.it
«All’inizio nun ce sembrava vero, ma da Roma arrivamo pe’ vedette arzà sta coppa ar cielo» fanno eco dalla sua parrocchia di adozione
È giunto a compimento il percorso di don Marco Pellegrino, un cammino «lungo che esplode in una gioia grande e nella bellezza di condividere» dicono i suoi amici di sempre. «All’inizio nun ce sembrava vero, ma da Roma arrivamo pe’ vedette arzà sta coppa ar cielo» fanno eco dalla sua parrocchia di adozione.
Ieri alla Sacra Famiglia, sua comunità di origine, don Marco è stato ordinato sacerdote dal vescovo Pichierri. Accanto a lui, emozionato e sorridente, anche don Peppino Lobascio: ex parroco della comunità nata con don Ciccio Tattoli, ha accompagnato don Marco fin dai primi passi nella vita di fede e poi nella sua vocazione.
«Entusiasmo, spontaneità, sincerità, determinazione, impegno nello studio»: sono questi i tratti del giovane sacerdote messi in luce dai superiore del seminario di Roma in cui ha vissuto i sette anni di preparazione che lo hanno condotto a questa meta.
«Diventare presbitero – sottolinea Pichierri durante l’omelia – vuol dire essere testimone del risorto, così come è stato qui don Ciccio che ha lasciato nella sua parrocchia e nel quartiere un profumo di santità».
Con il viso più che mai carico di emozione, don Marco ha definito i suoi ringraziamenti come «il momento finale di un concerto in cui il cantante presenta tutti i componenti della band che lo hanno accompagnato». Nella lunga lista di nomi, volti e esperienze, hanno trovato ampio spazio gli amici del seminario: «con loro ho imparato che Dio ci restituisce “cento volte tanto” rispetto a quello che diamo. L’ho capito quando ho dovuto affrontare le prime difficoltà della distanza dai miei affetti».
Nel suo discorso, immancabile il calcio: «a Roma si è realizzato un sogno, ho trovato seminaristi provenienti da tutto il mondo che giocano a pallone nonostante qualunque condizione meteo». Una parentesi che ha regalato una risata alle tante persone che hanno affollato la chiesa ma anche una lacrima di commozione ai suoi genitori, Aldo e Menina: «finalmente sono stato libero di giocare sia con il sole che con la pioggia, mamma mi diceva di non farlo perché sudavo».
Al fratello Francesco il compito di portare all’altare i paramenti sacri per la messa, unico vero centro della vita di don Marco: «spero che questa celebrazione abbia fatto vedere a tutti un po’ della bellezza di Dio».
Commenti
-
In questo caso speriamo che ” l’allievo” non superi il ” maestro”…







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti