“Fermiamo gli orchi”, come difendere i minori dal web e tutelarli dai pedofili

La Redazione
Un momento della conferenza al Tattoli

Grooming e sexting, reati riconosciuti dalla legge dello Stato italiano e pertanto punibili, sono i pericoli maggiori in cui incorrono i piccoli

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“Fermiamo gli orchi”. E’ questo il titolo scelto dall’istituto comprensivo “Tattoli-De Gasperi” per il progetto dedicato al tema “Minori e internet: come difenderli dalla rete e tutelarli dai pedofili”.

Venerdì pomeriggio alunni, genitori, educatori e insegnanti si sono radunati nell’auditorium dell’istituto per ascoltare l’intervento di Giuseppina De Palo, avvocato minorile coordinatrice e autrice del progetto, dall’avvocato Marina Della Valle e di Vincenzo Carlone, ricercatore presso l’università di Foggia.

I tre esperti hanno affrontato il tema sviscerandolo in tutti gli aspetti. Grooming e sexting, reati riconosciuti dalla legge dello Stato italiano e pertanto punibili, sono i pericoli maggiori in cui incorrono i piccoli non monitorati da un adulto che navigano autonomamente su internet.

L’avvocato De Palo, che da anni collabora con i padri rogazionisti di Trani assieme a padre Carlo Diaferia per il recupero dei minori, ha affermato: «fondamentale è la figura del genitore che ha con il proprio figlio un investimento affettivo ed educativo che dura per tutta la vita e dal quale non si può prescindere».

L’addescamento dei minori sul web è frequente e insidioso, è necessaria una campagna informativa capillare. In quest’ottica ha operato anche il Miur che, in collaborazione con il Sic-generazioni connesse, ha distribuito sul territorio un kit illustrativo di schede sui pericoli del web.

All’incontro, patrocinato dal Comune di Corato e dal Rotary Club, sono intervenuti anche il sindaco Massimo Mazzilli, l’assessore alle politiche sociali Adele Mintrone, il vice sindaco Francesco Scaringella ed il presidente del Rotary Club Giuseppe Loiodice, i rappresenti dell’istituto, il dirigente scolastico Francesco Catalano, il presidente del consiglio dello stesso istituto, Tommaso Loiodice, la moderatrice Raffaella Leone.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Al contrario che nella ludopatia, dove lo Stato è il responsabile numero uno e quindi si conosce chi accusare, nel “sesso pericoloso” su Internet il discorso è più articolato. “Fondamentale è la figura del genitore”, si dice nell’articolo. Sono d’accordo in parte, fino a quando, cioè, il genitore si dimostri all’altezza della situazione. Invece penso che debba essere compito della scuola. Infatti, e parlo sempre della mia esperienza educativa, i ragazzi, conquistata la loro stima e fiducia, si rivolgevano a me per discutere di problemi legati al sesso. Con molto tatto da parte mia e senza scabrosità si iniziò a parlare. Chiaramente ho caldeggiato la collaborazione dei genitori (avrei anche chiesto il permesso del dirigente): non li ho mai incontrati e quindi mi sono fermato al punto di partenza. Tocca solo alla scuola insegnare ai ragazzi quale comportamento tenere davanti al computer.