Forza Italia commissariata, il gruppo consiliare coratino: «Non riconosciamo sedicenti coordinatori»

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«La nostra unica “colpa” – dicono – è forse quella di aver fatto bene e di aver chiesto convintamente con Raffaele Fitto insieme alle sezioni di altri comuni l’avvio di un autentica “ricostruzione” del partito»
La nomina di Giancarlo Ungaro a nuovo coordinatore cittadino di Forza Italia, decisa ieri pomeriggio direttamente dal neo commissario regionale Luigi Vitali, scatena il putiferio nel partito.
Il gruppo dirigente e quello consiliare di Forza Italia Corato reagiscono con una dura nota con cui, «pur consapevoli del clima interno al partito a livello nazionale e regionale», ribadiscono «la netta contrarietà verso l’ennesimo atto unilaterale imposto dall’alto sul territorio che ha prodotto l’incomprensibile decisione riguardante “questa volta” anche Corato».
«In soccorso del probabile vuoto di memoria che avrà improvvisamente investito chi ha optato per questa sconsiderata e infelice scelta di cui si assumerà ogni responsabilità di fronte all’elettorato di Forza Italia e del centrodestra coratino – prosegue la nota del partito – vanno sottolineati e ricordati alcuni “fatti” incontestabili. Forza Italia a Corato, ha espresso sin dalla sua nascita, a detta non solo dei coratini ma anche di molti cittadini delle città vicine, una classe dirigente capace di assicurare buon governo, stabilità e sviluppo.
Negli ultimi dieci anni di guida della città, la sezione coratina del partito è stata forza aggregante per la coalizione, punto di riferimento e traino per il nord barese oltre che capace di esprimere tre sindaci (due volte Perrone, una Mazzilli), un senatore della repubblica, un coordinatore provinciale, un consigliere e assessore provinciale, un consigliere metropolitano, diversi consiglieri e assessori comunali. Se ciò non bastasse a restituire la memoria allo sprovveduto “epuratore”, consigliamo di rivedersi i numeri delle ultime tornate elettorali che confermano plasticamente tutto questo.
A che pro allora questo “commissariamento”? Per l’esigenza improvvisa di rinnovare il partito in nome dell’avventurosa linea imposta in Puglia dall’homo novus Vitali? Se così fosse saremmo finiti ancora una volta sul palcoscenico di uno spettacolo tragicomico dal finale “politicamente” spiacevole, ovviamente per chi lo ha messo in scena e non per noi che ne prendiamo drasticamente le distanze. Ma probabilmente siamo solo al primo atto. Il gruppo dirigente coratino che ha fatto la storia e i successi del partito non intende sottostare a ulteriori diktat né riconoscerà indicazioni e “input” che scaturiranno da uomini o “sedicenti commissari coordinatori cittadini” da nessuno mai legittimati né all’interno del partito né attraverso l’esame delle urne.
La nostra unica “colpa” è forse quella di aver fatto bene e di aver chiesto convintamente con Raffaele Fitto insieme alle sezioni di altri comuni (riferimento di parlamentari fittiani e guarda caso commissariate oggi) l’avvio di un autentica “ricostruzione” del partito per non disperdere un eredità di valori e consensi sempre più minacciata da certi tipi di “scelte”. Quella stessa eredità sarà la base da cui riprenderemo già da domani dentro Forza Italia e in vista delle regionali, lo ribadiamo, la nostra quotidiana attività politica. Lo faremo senza abbassare la testa ed elemosinare “considerazione” o “certificati meritocratici” da parte di chi non riconosciamo né a livello regionale né a livello locale. Dalla nostra parte, i risultati e il sostegno “vero” di elettori e cittadini di Corato».
Commenti
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Parlavo, in un altro intervento, di “faida”, che puntualmente si è profilata. Effettivamente Corato, riguardo alla tendenza in preferenze elettorali, è un’isola un po’ anomala, ma per un politologo tutto ciò è facilmente spiegabile: in Italia, e specie nel sud, il forte carisma (meritato oppure “pilotato” ad arte) della singola persona, possiede ancora un formidabile “valore aggiunto”. Ora la situazione, a livello nazionale è cambiata, e si corre ai ripari. Ma FI, in Puglia, è rappresentata da Berlusconi o da Fitto? Che futuro potrebbe avere il secondo, senza l’appoggio del primo? Non occorre certo rimandare ai “posteri” l’ ardua sentenza”. Generalmente ho sempre diffidato di chi, come “mestiere”, ha fatto solo ed esclusivamente il “politico”: questa gente, avulsa dalla realtà, non sa assolutamente cosa significhi “combattere giornalmente per la pagnotta”.
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Un partito allo sbando. A chi giova? A me rende ilare.
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Questa è gente che ogni giorno ci sottrae oltre il 50% di quello che con grande fatica guadagniamo.
Potessimo almeno avvelenarlo.







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