Elezioni regionali, presentata ufficialmente la candidatura di Malcangi

Giuseppe Gallo
Mario Matteo Malcangi e Francesco Schittulli

Durante l'incontro al cinema Alfieri, l'attuale assessore ai lavori pubblici della giunta Mazzilli è salito sul palco assieme al professor Francesco Schittulli, candidato per il centrodestra alla presidenza della regione Puglia

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È Mario Matteo Malcangi il primo candidato del centrodestra coratino a presentarsi ufficialmente nella competizione elettorale per la corsa al consiglio regionale, a cui mancano poco più di due mesi.

Durante la la serata di ieri al cinema Alfieri, l’assessore ai lavori pubblici della giunta Mazzilli è salito sul palco assieme a Francesco Schittulli, candidato presidente della regione Puglia nelle fila dell’omonimo movimento, definendolo come «l’uomo che più e meglio di chiunque altro può rappresentare in maniera univoca le diverse sensibilità della destra pugliese».

Malcangi, come ha voluto evidenziare nella foto scelta per la campagna elettorale, tiene a sottolineare il particolare rapporto che lo lega all’oncologo, senza esitare a considerarlo come una vera e propria «venerazione» e dal quale ammette di avere imparato che «la politica è mettersi al servizio degli altri senza risparmio».

La candidatura, aggiunge, «è una scelta che mi onora prima e che mi impegna sotto il profilo umano ancor prima che politico».

Rivendica poi con orgoglio i meriti della costruzione della rotatoria di via Gravina, «costruita in pochissimo tempo» e che gli è valsa – ai tempi in cui operava in Provincia – il soprannome di “mastino”.

Il nome di Michele Emiliano non sarà mai pronunciato per l’intera durata dell’incontro, ma le bordate all’ex sindaco di Bari sono inequivocabili: «Nel nostro ospedale sono stati tagliati posti letto e i reparti sono stati declassati a cuor leggero da chi ora viene qui a fare passerella elettorale». Schittulli si dice concorde: «Il candidato di centrosinistra ha fatto altre passerelle, come all’Ilva e sul Gargano, ma porta sfiga! Quando è allo stadio, il Bari perde».

Lasciata da parte la scaramanzia, lamenta: «In Puglia abbiamo le tasse sulla sanità più alte in Italia e dal 2007 la Regione ha aumentate per un totale di 2,5 miliardi di euro. È una follia: paghiamo come fossimo in Svizzera o negli Stati Uniti. Non può essere un magistrato in aspettativa ad occuparsi di sanità, non è nemmeno bravo a fare lo sceriffo». Come reperire i fondi per abolire ticket e superticket? Secondo il medico di origini coratine, la risposta è in una campagna elettorale sobria: «Non affiggerò nemmeno un 6×3, perché se cerco i finanziamenti di un imprenditore, può instaurarsi un meccanismo di do ut des».

Il discorso letto da Malcangi sfiora diversi temi, tra cui anche quello dell’agricoltura, che «deve essere il nostro futuro e il nostro presidente ha detto che farà le barricate per difenderla mentre, dopo la tassazione sui terreni agricoli, non abbiamo sentito nessuna parola da parte delle istituzioni locali!».

Malcangi incassa anche l’endorsement del sindaco Mazzilli, assieme a un monito: «Poca filosofia, proclami e annunci; ammazziamo la burocrazia, perché possiamo esprimere molto».

A raccogliere l’invito è il professor Schittulli che lascia aperto il campo ad altri possibili candidati consiglieri coratini e, in caso di vittoria, annuncia una legge regionale atta a rivoluzionare i privilegi dei duecento dirigenti attualmente occupati in Regione e una social card in soccorso dei pensionati che vivono con meno di mille euro al mese.

Le attestazioni di stima sono prontamente ricambiate dal presidente della provincia di Bari – «questo è uno tosto» – che chiede agli elettori un voto di coscienza annunciando che presto firmerà davanti a un notaio una lettera di dimissioni con un cronoprogramma da rispettare: «Continuino a votare chi vogliono, se sono contenti di come stanno rispetto a dieci anni fa, rispetto alle buffonate e alle spacconate della sinistra. Mentre loro (il centrosinistra, ndr) sono alle prese con la sagra (delle ostriche, delle cozze?), noi il programma ce l’abbiamo già».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    “Noi e loro”: continua l’inconcludente teatrino manicheo. Da una parte i “buoni” (noi), dall’altra i “cattivi” (loro). In mezzo a questi due schieramenti, il popolo, o meglio, la “massa”, fasulla destinataria di qualunque azione, mai azzeccata. Ma è giusto così: ognuno ha quello che si merita. Invidio chi continua a sorridere: sta crollando tutto, ma proprio tutto, e si sorride. Incoscienza o eccesso di ottimismo? La mia conclusione è sempre la stessa: non si può regalare ad un popolo il più sublime dei sistemi politici (la democrazia), se questo popolo non è capace, per motivi storici ed etnologici di cui non ha colpa, di usarlo. Sono passati settant’anni: tutto il tempo per preparare un popolo ad un’ottima autogestione. Se solo avessimo avuto altri politici… Ma dovevano venire da fuori…

  • giacomo.delillo (utente non verificato)

    Emiliano vincerà senza impegnarsi, per manifesta inferiorità degli avversari