Relazione genitori-figli piccoli, oggi secondo incontro al Cantiere

La Redazione
I piccoli ospiti saranno allietati dalle letture avvincenti di Giada Filannino

«Oggi – spiegano da via Galilei – scopriremo con un taglio pratico il modo più efficace per superare le difficoltà e condurre i nostri figli alla conquista dell’autonomia»

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Continuano gli incontri del movimento Un cantiere in comune dedicati al rapporto genitori-figli piccoli.

«Oggi – spiegano dal Cantiere – continueremo a scoprire con un taglio pratico il modo più efficace per superare le difficoltà e condurre i nostri figli alla conquista dell’autonomia. Il modo per essere genitori sereni di bambini sereni, perché il bambino sereno di oggi sia un adulto maturo, in grado di contribuire meglio alla crescita della famiglia e della società. I piccoli ospiti saranno allietati dalle letture avvincenti di Giada Filannino, che con la sua “Libreria Amarabacicicoco” è partner dell’evento».

Giovedì scorso si è svolto il primo dei tre incontri sulla relazione fra genitori e figli in età scolare promossi dal Cantiere grazie alla disponibilità dell’esperto Savino Mastropasqua. Nella sede di via Galilei, mamme e papà hanno messo a fuoco i problemi più diffusi del rapporto, talvolta conflittuale, che caratterizza il “mestiere più difficile del mondo”, quello dei genitori.

Un dialogo dinamico e circolare fra il relatore e i partecipanti ha fatto emergere le domande più frequenti che spesso angosciano il genitore, alla ricerca di una risposta o di una soluzione che in alcuni casi diventa un bel grattacapo.

Luisa, mamma di Giorgia ha detto: «Non riesco mai a convincere mia figlia a cominciare i compiti, durante il pomeriggio. Come fare?». Ecco un esempio delle domande rivolte a Mastropasqua, pediatra e neonatologo.

Nel delicato passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria i bambini possono mostrare momenti di incertezza. Occorre saperli interpretare, e per farlo serve acquisire una mappa di competenze e sperimentare piccoli grandi accorgimenti. Chi nei panni del genitore non ha pensato almeno una volta: “avrò fatto bene?”, “come interrompo quel capriccio?”, “quando mio figlio fa, così io perdo la pazienza”.

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