A Bari risuona la “Sinfonia di Tourette”. Gianluca Vernice: «La mia vita in sette minuti»

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In un convegno organizzato nel Policlinico di Bari è stato presentato il cortometraggio che racconta la storia del giovane coratino Gianluca Vernice, affetto dalla cosiddetta "sindrome di Gilles de la Tourette"
Un cane entra nella chiesa di San Giuseppe e inizia ad abbaiare. Nessuno si scompone, chi è seduto resta a pregare come se nulla fosse. E’ l’incipit della “Sinfonia di tourette”, il cortometraggio firmato da Michele De Candia che raccolta la vita del giovane coratino Gianluca Vernice affetto dalla cosiddetta “sindrome di Gilles de la Tourette”.
Si tratta di una patologia molto diffusa a causa della quale spesso si viene scambiati per incivili e maleducati. La sindrome si manifesta con la “coprolalia”, cioè l’uso continuo e spesso fuori luogo di parolacce, con “tic” ripetuti ossessivamente come sbattere le palpebre o con l’emissione di suoni sgradevoli. Spesso, come nel caso di Gianluca, è anche accompagnata dal disturbo ossessivo-compulsivo e bipolare che fa passare da momenti di grande euforia a momenti di profonda tristezza.
«Questo corto è la mia vita in sette minuti» disse Gianluca nel febbraio del 2013, alla vigilia della presentazione del cortometraggio nella scuola che ha frequentato e che tanto l’ha amato, il liceo artistico “Federico II Stupor mundi”.
Lunedì scorso la “Sinfonia di Tourette” ha superato i confini della nostra città ed è stato proiettato in un convegno organizzato dal Policlinico di Bari, nel reparto di anatomia patologica.
E’ stata un’occasione per fare il punto sulla sindrome attraverso l’esperienza diretta e quotidiana sul campo degli esperti. Al convegno sono intervenuti Maura Buttiglione (project leader dell’università di Bari “Emtics”), Davide Martino (neurologo del Neurology Department King’s College Hospital di Londra) e Cesare Porcelli, direttore di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Asl di Bari.
Alle voci di chi le malattie le studia hanno fatto eco quelle dei ragazzi che, come Gianluca, con la “Tourette” ci convivono.
«Da convegni come questo di solito venivo cacciato – ha commentato Gianluca – perché facevo troppo chiasso».
«E’ un disturbo troppo poco conosciuto – ha ammesso Porcelli – spesso scambiato con un problema solo psicologico. Si tratta invece di una patologia neuropsichiatrica che necessita di cure specifiche».
Eppure da anni Gianluca prova a rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza costruito attorno alla sua sindrome: «se non mi muovo io, nessuno lo farà per me» ha detto con convinzione ai microfoni.
«Ringrazio il regista Michele De Candia che ha dato il via per la realizzazione del cortometraggio e i professori Addario e Colonna che ci hanno aiutati» ha aggiunto Gianluca.
E se gli si chiede come si vive con la “Tourette”, lui risponde facendo riferimento alla «sopportazione di un carico pesante, come una spada di Damocle sulla testa».
Nei colori caldi e avvolgenti delle nostre campagne, il cortometraggio si conclude con una specie di “confessione alla natura”. Gianluca si libera lanciando un urlo che fa venire i brividi e trasmette anche tutta la forza con cui lui stesso è capace di sognare e vivere per realizzare il suo sogno: «diventare un grande pittore».
Brad Cohen nel bellissimo film “La mia fedele compagna” (Front of the class, Usa 2008) riceve in Georgia il premio “Miglior insegnante dell’anno” nonostante la sindrome di Tourette. Oggi Gianluca sta frequentando l’Accademia delle belle arti di Bari.
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