Al “Tattoli-De Gasperi” il responsabile nazionale Invalsi: «Le prove siano uno stimolo per tutti»

La Redazione
Al Tattoli De Gasperi il responsabile nazionale Invalsi

Venerdì scorso Roberto Ricci ha incontrato in videoconferenza il dirigente scolastico e il collegio docenti del Comprensivo per rispondere ad alcune domande in merito alle prove in oggetto

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Nei prossimi mesi anche gli studenti coratini avranno di nuovo a che fare con le prove Invalsi, il sistema di valutazione del sistema educativo italiano previsto dal Ministero.

Le prove Invalsi utilizzate per la rilevazione degli apprendimenti si basano su un sistema diverso rispetto agli esami di stato e da sempre sono causa di polemiche e in alcuni casi di attestazioni di approvazione.

Tutte le scuole cittadine si stanno preparando a questo impegno previsto per aprile – maggio. Per fugare dubbi e incertezze il dirigente del comprensivo “Tattoli-DeGasperi” venerdì scorso ha invitato in videoconferenza, durante il collegio docenti, Roberto Ricci, responsabile del servizio nazionale di valutazione (Invalsi), per rispondere ad alcune domande in merito alle prove in oggetto.

Ricci ha posto l’accento sulla necessità di utilizzare uno strumento omogeneo per rilevare e misurare periodicamente i livelli di competenza raggiunti dagli allievi in tutte le scuole italiane.

Queste prove vengono somministrate al termine di percorsi in cui gli alunni devono aver raggiunto determinati traguardi: quinto anno di scuola primaria, terzo anno di scuola secondaria di primo grado e secondo anno di scuola secondaria di secondo grado.

I test di matematica e di italiano sono uguali per tutti nei diversi ordini e rappresentano “un valore aggiunto” che non va a rimarcare le differenze che ci possono essere tra scuole che si trovano in zone più svantaggiate del nostro Paese ed altre con più opportunità . E’ fondamentale che le competenze siano garantite anche ai contesti più sfavoriti.

«Bisogna misurare queste distanze – ha affermato Ricci – senza semplificare per quale motivo queste distanze esistono ma quanto queste distanze siano accettabili. Si auspica che le prove Invalsi servano da stimolo ad ogni singola scuola che deve ripensare al proprio operato e trovare le strategie migliori per rispondere concretamente ai diversi processi di apprendimento».

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