La Pro loco: «Carnevale fa bene all’economia, ecco le cifre»

La Redazione
La prima sfilata del XXXVI Carnevale coratino

Il presidente Strippoli: «ogni abito realizzato ha avuto il costo medio di 32 euro che, moltiplicato per i 3.350 partecipanti dà un totale di 107.200 euro. Bar e pizzerie prese d'assalto da coratini e visitatori»

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Il Carnevale non è solo tradizione e folklore: è sostegno all’economia. A sottolinearlo è il presidente della Pro Loco “Quadratum”, Gerardo Strippoli.

I calcoli sono presto fatti. «In media – scrive Strippoli – ogni maschera costava circa 32 euro. Considerati i 3016 partecipanti delle scuole e i 334 dei gruppi privati si ha un totale di 107200 euro, un grande movimento per molte attività commerciali e artigianali: negozi di tessuti, mercerie, cartolerie, ferramenta, sarte».

E ancora: «a ciò va aggiunto il movimento economico creatosi domenica e martedì per i bar e le attività di ristorazione situati lungo il percorso della sfilata, presi d’assalto dai coratini e dai visitatori provenienti da Andria, Bisceglie, Trani, Barletta, Bitonto, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Foggia, oltre ad un nutrito gruppo di “camperisti” provenienti da Taranto e ospitati, di concerto con l’amministrazione, all’interno dello stadio comunale».

A Corato si hanno notizie, spesso non scritte ma tramandate solo oralmente, di affollatissime feste carnevalesche a partire dalla fine dell’ottocento, sfociate poi, nel lontano 1978, in un vero e proprio appuntamento annuale irrinunciabile.

«Dal secondo dopoguerra fino alla seconda metà degli anni ’70 – ricorda Strippoli – non si registrano in città veri e propri festeggiamenti ben organizzati con sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati; anzi, spesso il Carnevale rappresentava un’occasione per gruppi isolati di dare sfogo alla propria “esuberanza” sfociando in veri e propri episodi di vandalismo e violenza, insomma in qualcosa di minaccioso e rischioso.

Il grande merito della Pro Loco “Quadratum”, condiviso dall’amministrazione di allora, è stato quello di intuire che con un “Carnevale organizzato”, si sarebbero debellati gli episodi di vandalismo sempre più crescenti e la Città oltre ad avere l’occasione di un puro, sano e civile divertimento, si sarebbe arricchita di un valore culturale e sociale aggiunto.

Così è stato, tanto che il “Carnevale Coratino”, ormai giunto alla 36esima edizione, rappresenta un punto di riferimento da salvaguardare nella variegata rassegna delle iniziative popolari cittadine e manifestazione consolidata della Pro Loco, che continua da sempre ad organizzarla».

Ancora una volta un lavoro di squadra in cui i sostenitori hanno giocato un ruolo fondamentale. «Vogliamo ringraziare di cuore – sottolinea Strippoli – i dirigenti scolastici, i docenti referenti, gli alunni, i genitori, i gruppi privati, le associazioni, le parrocchie, le cooperative, insomma tutti coloro che sono stati gli attori principali di quel bellissimo serpentone di colori e di allegria.

Doverosi ringraziamenti vanno rinnovati all’amministrazione comunale, al Gal “Le città di Castel del Monte”, al “Forum dei Giovani”, al consorzio “Cuore di Puglia”, a “Puglia Imperiale”, alle associazioni di volontariato, alla polizia di stato, ai carabinieri, alla polizia locale».

Il Carnevale come «fulgido esempio di come attraverso la cultura, la tradizione e il folclore che può creare un indotto interessante per l’economia locale» è ciò a cui punta la Pro Loco. «Alla luce di queste considerazioni – conclude il presidente – ci preme sottolineare l’importanza di investire maggiormente sul “nostro” Carnevale, sperando in una ancora maggiore sensibilità da parte delle istituzioni e aziende che ci sostengono».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Pienamente d’accordo: l’economia rimane sempre il cardine dell’esistenza, e non ci sono concetti o belle parole che possano sostituire il valore materiale del “pane”. Un unico appunto: la scarsa calorosità della gente che assiste alle varie manifestazioni o spettacoli in piazza, continuamente invitata ed esortata dal presentatore di turno ad applaudire.