Concorso letterario “Cataldo Leone”, la sesta edizione è dedicata a Luisa Piccarreta

La Redazione
Luisa Piccarreta

Verrà presentata il prossimo 28 febbraio la sesta edizione del concorso letterario "Cataldo Leone – Città di Corato", quest'anno dedicato alla Serva di Dio Luisa Piccarreta

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Verrà presentata il prossimo 28 febbraio alle 17.30 in via Mario Pagano 6, la sesta edizione del concorso letterario “Cataldo Leone – Città di Corato”, quest’anno dedicato alla Serva di Dio Luisa Piccarreta.

Anche stavolta il concorso – organizzato dall’associazione culturale “Cataldo Leone” in collaborazione con la Pro loco “Quadratum” e con il patrocinio del Comune di Corato – sarà rivolto agli studenti pugliesi delle scuole medie inferiori e superiori.

E’ possibile partecipare inviando componimenti di prosa a tema libero (novelle, favole, racconti) oppure testi su Luisa Piccarreta.

I tre vincitori di ciascuna delle due categorie saranno premiati con altrettante borse di studio da 400, 250 e 100 euro. Inoltre alla scuola che invierà il maggior numero di componimenti sarà assegnato un premio in denaro o in materiale scolastico.

Le opere dovranno essere consegnate entro il 15 aprile presso la sede della Pro loco Quadratum in piazza Sedile. La premiazione si terrà il 30 maggio alle 10 nel chiostro del Palazzo di Città.

La figura di Luisa Piccarreta. Nasce a Corato la mattina del 23 aprile 1865. Alla sera dello stesso giorno è battezzata nella Chiesa Madre. Suo padre, di professione colono, conduce i campi di un ricco proprietario e con la sua famiglia si trasferisce, nei periodi estivi, in una masseria sull’altopiano delle Murge. Luisa frequenta i primi anni della scuola elementare presso le suore. Da bambina preferisce stare molto tempo nascosta per immergersi in lunghe meditazioni e preghiere.

Ma la sua vita ha una svolta decisiva verso i 12 anni quando si manifesta un misterioso stato di sofferenza che la costringe a letto e la lascia in uno stato di profondo assopimento. Nonostante le cure mediche, si constata che solo la benedizione di un sacerdote le permette di uscire da quel suo “solito stato”. Luisa offre la sua sofferenza a beneficio dell’umanità accettando fino alla sua morte il completo allettamento durato circa 70 anni.

La sua singolare condizione induce l’Arcivescovo di Trani ad affidarla stabilmente alle cure spirituali di un sacerdote. Fondamentale risulta l’apporto di don Gennaro De Gennaro, il quale dopo aver ascoltato quanto le accadeva durante i suoi stati di assopimento, le dà l’«obbedienza» di scrivere il Diario, compito al quale Luisa, con grandissima ripugnanza, resterà fedele, vergando circa 10 mila pagine, dal 28 febbraio 1899 al 28 dicembre 1938. Il tema principale è la Divina Volontà e come in Essa si possa Vivere.

La sua vita quotidiana nulla ha di straordinario. Si sostiene con il suo lavoro al “tombolo” e, con la sorella Angelina che l’accudisce, accoglie le ragazze che vogliono apprenderne l’arte. Le è concessa la facoltà di poter assistere alla Celebrazione eucaristica in casa. Il suo costante atteggiamento di nascondimento però non le scontò la fama che attirava sacerdoti e laici da ogni parte, suscitando anche qualche malumore. Quando il 4 marzo 1947 “Luisa la santa” – come i suoi concittadini usavano chiamarla – parte per la casa del Padre, Corato si ritrova, per tre giorni, invasa da migliaia di persone. Non è passato un anno e l’Arcivescovo di Trani la dichiara “Serva di Dio”.

Dal 1987 l’Associazione pubblica di fedeli Luisa Piccarreta – Piccoli Figli della Divina Volontà, cura la raccolta delle testimonianze e la diffusione della spiritualità della Divina Volontà. Il 20 novembre del 1994 con il “non obstare” della Santa Sede è aperta l’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di Santità, conclusa il 29 ottobre 2005 con la trasmissione degli atti alla Santa Sede.

Nel settembre scorso in Chiesa Matrice è stata presentata la sua biografia, una sorta di primo degli eventi che condurranno al 150esimo anniversario della sua nascita che dal 22 al 26 aprile porterà a Corato migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo.

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Commenti

  • digilander (utente non verificato)

    ma c’è ancora chi crede a queste superstizioni? oggigiorno una persona così (o qualcuno tipo padre Pio) verrebbe semplicemente riconosciuto come affetto da patologia psichiatrica, senza la necessità di tirare in ballo Dio e i Santi