Italicum, Perrone: «Ho lasciato l’aula, non ho votato»

La Redazione
Il senatore Perrone

L'ex sindaco: «Ingrassa antipolitica e nominati e tradisce i cittadini. Ho scelto per questo di lasciare l’aula del Senato e non votarla».

1 4 commenti

In una nota stampa, il senatore Perrone torna sulla legge elettorale e spiega le ragioni del suo mancato sostegno, in aperta contrapposizione al maxi-emendamento Esposito e ai capilista bloccati.

“Sarebbe il caso di dire “l’avevamo detto!”. Già in estate, mentre si discuteva la riforma del Senato (pessima!), evidenziavamo sui mass media lacune e pericoli di una nuova legge elettorale che slegava definitivamente i cittadini dalla politica. Così è stato!

Per questo, oggi a Palazzo Madama, insieme ad altri parlamentari che condividono quanto sostenuto dall’On. Fitto, ho scelto di abbandonare l’aula del Senato al momento di votare la nuova legge elettorale per la Camera. Abbiamo così espresso la nostra piena contrarietà, nel metodo e nel merito.

Nel metodo perché è inammissibile, far passare sotto traccia l’ormai noto maxi-emendamento Esposito, il “supercanguro” che ha permesso letteralmente di saltare ben trentacinquemila proposte di modifica del testo, violentando ogni legittimo diritto di critica e proposta dell’opposizione.

Nel merito, per motivi ancor più gravi e dirimenti che faranno ingrassare l’antipolitica e tradiranno definitivamente i cittadini. La nuova legge ripropone con i capilista bloccati, gli “eletti nominati”. Si tratta di coloro che senza la preferenza diretta, senza aver magari operato sui territori, avranno per motivi non sempre chiari, un posto “gratis” in Parlamento. E lo dico a ragion veduta, pur essendo passato nel 2013, dopo anni di impegno costante in “provincia” tra sindaci, amministratori e cittadini, da una legge “provvisoria e miope” che andava in senso contrario alla richiesta legittima delle preferenze.

Quel che doveva essere provvisorio, ieri qualcuno ha voluto diventasse “eterno” e noi non potevamo condividerlo. Con i capilista “bloccati” della nuova legge voluta da Renzi, si affida il cinquanta per cento dei nuovi eletti alle convenienze dei partiti, pregiudicando pericolosamente il risultato della gara e producendo un inaudito deficit di rappresentanza.

Altro punto dolente: la nuova legge, per “accontentare tutti e nessuno”, sancisce lo sbarramento al 3% al primo turno per un seggio alla Camera. E’ un insipido minestrone, che introduce una parvenza di apertura (ovvero un contentino ai partitini) potenzialmente foriera di inciuci postumi e instabilità.

Parallelamente, attribuisce un enorme premio di maggioranza alla lista (non alla coalizione!) che supera il 40% dei voti. Tradotto, un segretario di un singolo partito, senza contraddittorio, può diventare “padrone assoluto” dell’unico “ramo del parlamento eleggibile” e quindi di un Paese e del suo futuro.

Non restava allora che opporsi e lasciare con coscienza l’aula, esprimendo automaticamente come da regolamento del Senato, voto contrario a questa “brutta” legge elettorale. I cittadini per strada ci chiedono altro: occupazione, crescita, trasparenza, e possibilità di dar voce alla base e ai territori.

Chi ha votato la nuova legge elettorale, in risposta, gli ha reso in dono l’ennesimo fossato tra loro e i palazzi della politica”.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Ma perché preoccuparsi? Gli italiani hanno digerito il “porcellum”: perché dunque dovrebbero essere recalcitranti dinanzi a quest’altro sistema elettorale? Noi siamo di bocca buona: ci va bene tutto. Il problema è che è proprio la democrazia, intesa come autogestione, che ci è andata sempre stretta, non riconoscendola, nel corso dei secoli, come a noi adatta. Figuriamoci quando ce l’hanno regalata per la prima volta, settant’anni fa! “E che è ’sta roba?”, abbiamo cantato in coro. Ricordiamoci sempre che al Sud, nel referendum, ha vinto la monarchia, nonostante il pessimo esempio dato da quel re. Questo è per confortare il senatore, che si preoccupa troppo per un popolo storicamente disinteressato. Infatti ci sono stati continuamente i presupposti di una calata verso Roma, ma di calato c’è stato, purtroppo, qualcos’altro.

  • giacomo.delillo (utente non verificato)

    Se lo dice lui che è un nominato! Ma ha mai contestato, per caso, il porcellum? Bella, comunque, la foto di Gino che interviene… nell’Aula del Senato. Sembra la miniatura di Imbriani. Ovviamente perora la causa dell’acqua e degli impianti idrici.

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    niente! siamo nel 2015 e non si è capaci di fare una legge elettorale fatta per cambiare e per non cambiare. Non ci si rende conto evidentemente delle vedute corte che hanno in senato. In Europa questi problemi sono già superati. Vorrei vedere il Senatore Perrone spiegare ad un inglese cosa sia l’Italicum, il Nazareno, il canguro (addirittura super) il porcellum. Tutti termini giornalistici vuoti per chiarire la povertà e la piccolezza politica e giornlistica dilagante ormai nei Palazzi. Oltretutto non solo non capirebbero ma ci prenderebbero per matti e si farebbero grasse risate. Come effettivamente già avviene. Prima Berlusca ora Renzi preso a pesci in faccia da Schultz è uno spettacolo deprimente. La soddisfazione di veder celati sfoghi personali su questo o quel politico non mi consola. Il tutto rivela un teatrino di Senatori e Deputati che dicono più barzellette che fatti

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    errata corrige non si è capaci di fare un legge elettorale se non una fatta per cambiare e non cambiare