Mastrototaro dalla Cgil: «Per far rinascere il Sud dobbiamo dire basta alle logiche clientelari»

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Mastrototaro: «occupiamoci di politica, leggiamo, informiamoci, facciamo rete, costruiamo relazioni tra di noi, supportiamo le menti migliori, le persone perbene»
«Che il viaggio torni ad essere un motivo di piacere». Parte da questo auspicio Andrea Mastrototaro, guardando al Sud fotografato da Corrado De Benedittis secondo una prospettiva privilegiata, quello della Camera del Lavoro della Cgil di Corato. La soluzione è una sola secondo Mastrototaro: «penso che uomini capaci di avere “uno sguardo lungo e profondo” ci siano, basta sceglierli e votarli, basta voler uscire da questa logica del voto familiare-clientelare.
Iniziamo ad occuparci di politica, leggiamo, informiamoci di ciò che accade dentro e fuori Corato, iniziamo a fare rete, costruiamo relazioni tra di noi, supportiamo le menti migliori, le persone perbene, solo così, solo in questo modo potremmo un giorno, non troppo lontano, riabbracciare i nostri cari tornati da fuori e ritornare a pensare al viaggio, finalmente come un piacere». Di seguito la sua lettera.
«Caro Corrado, ho letto attentamente ciò che scrivi nel tuo comunicato pubblicato su questo giornale a inizio gennaio e, devo ammettere, hai ragione.
Il viaggio è tornato ad essere non più un piacere ma una necessità. Da molto tempo, qui dalla Camera del lavoro della Cgil di Corato vedo questa inversione di tendenza. Da questa postazione “privilegiata” in questi anni di crisi ho visto sensibilmente aumentare il numero di persone che partono per andare verso il Nord Italia e anche all’ estero. Non solo ragazzi e ragazze, non solo under 30 ma anche tanti uomini, padri di famiglia che lasciano qui i loro affetti più cari, le loro famiglie.
Non penso, come ha scritto qualcuno, che bisogna guardare al futuro e dimenticare il passato. Grave errore, anzi, se c’è un errore da non fare per creare una vera inversione di tendenza è proprio non dimenticare, recuperare la memoria. Perché solo così, solo con la memoria, solo conoscendo gli errori del passato si riesce a costruire un futuro credibile.
E solo con la conoscenza dei problemi, degli errori, si conoscono anche le colpe di chi ha sbagliato in questi anni. Si, perché tanti sono i problemi e tante sono le colpe. Alcuni problemi sono dovuto alla crisi (questo non lo si mette in discussione), ma tanti, troppi sono i problemi dovute alle colpe di qualcuno. E se c’è un colpevole innanzitutto è la politica, anzi la cattiva politica.
Sia chiaro, quando intendo come colpevole la politica (anzi, la cattiva politica) non intendo solo una classe, un gruppo di persone che amministra la nostra città, ma parlo sopratutto di tutti noi. Noi che votiamo convinti ancora che in questo paese valgano le logiche familiari-clientelari (voto mio cugino, voto l’ amico che mi ha promosso il posto, ecc) che troppo spesso hanno bloccato la nostra città senza pensare che oramai questa nostra realtà si appresta a toccare quota 50mila abitanti. In altre realtà d’Italia il nostro paese sarebbe potuto essere tranquillamente un capoluogo di provincia (basta vedere i dati istat) o comunque un città di un certo “peso”. Insomma potremmo veramente essere una città a tutti gli effetti, i numeri ci sono tutti. Ma cosa manca?
Manca una visione, mancano le idee (o le tanto care, ma ahimè disprezzate ideologie), insomma manca la testa. Mancano, caro Corrado, quei uomini che tu giustamente hai citato. Uomini capaci di avere visioni ampie e lungimiranti, uomini capaci di inserire il sud in un quadro nazionale e internazionale ben preciso. Oggi più di ieri Corato come tutto il Sud Italia (come d’altronde l’Italia intera) avrebbe molto da dire.
Non voglio star qui ad elencare le grandi potenzialità che il territorio coratino, e non solo, ha e che potrebbe avere (penso all’agricoltura e a tutta la filiera dell’agroindustria, ad esempio), ma penso che non dobbiamo perdere la speranza. Penso che uomini capaci di avere “uno sguardo lungo e profondo” ci siano, basta sceglierli, basta votarli, basta iniziare a capire che da questa logica del voto familiare-clientelare si esce con la forza e il coraggio di dire no a questo modo di fare.
Insomma iniziamo ad occuparci di politica, leggiamo, informiamoci di ciò che accade dentro e fuori Corato, riflettiamo su ciò che accade e iniziamo a fare rete, costruiamo relazioni tra di noi, supportiamo le menti migliori, le persone perbene, solo così, solo in questo modo potremmo un giorno, non troppo lontano, riabbracciare i nostri cari tornati da fuori e ritornare a pensare al viaggio, finalmente come un piacere».
Commenti
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Ma dove li vede, Mastrototaro, questi “uomini” nuovi? All’interno di partiti decrepiti? All’interno di “proliferazioni” di partiti ancor più decrepite dei loro “padri” ispiratori? E’ una metafora da me già usata: si pretenderebbe di far guidare ad un Vettel, Alonso o Hamilton delle automobili scassate (i vecchi partiti o furbe trasformazioni di essi), chiedendo loro di vincere dei Gran Premi. Ma dove possono andare, se non fuori strada? La corruzione, il clientelismo, la rassegnazione sono “qualità” insite nel nostro popolo e tramandate anche nella mentalità dei giovani. Una eventuale “rivoluzione” epocale deve tenere innanzitutto conto di queste realtà. Infine: ha fatto bene Mastrototaro a parlare inizialmente di “idee”, anche se poi è scivolato in un altro concetto. Le “ideologie” sono infatti il deterioramento delle prime ed hanno apportato, nella Storia, solo grossi guai.
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“Da che pulpito viene la predica”! Fareste meglio a tacere….. e pure io!
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E fino ad oggi il sindacato cosa ha fatto per valorizzare le menti migliori e fermare le logiche clientelari? Per cortesia…… più rispetto per tutti!!!







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