Guglielmo Minervini ai giovani: «State pronti, è in arrivo “Spirito civico”»

Minervini in biblioteca con Un cantiere in comune

Ieri a Corato l'assessore regionale alle politiche giovanili Guglielmo Minervini ha annunciato la prossima pubblicazione del bando: “Spirito civico «per costruire progetti e raggiungere i ragazzi che hanno gettato la spugna»

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Giovani ed Europa è un binomio che fa rima con restare e partire. Vivere esperienze che allargano gli orizzonti e poi tornare portando in valigia il meglio che mente e cuore hanno incontrato all’estero. E’ questa la prospettiva che il movimento politico “Un cantiere in comune” ha riportato al centro dell’attenzione ieri in biblioteca e che verrà riproposta nuovamente l’8 febbraio.

Il ciclo di incontri iniziato ieri è stato introdotto da Claudia Casalino, neo presidente del Movimento. A lei il compito di dare il benvenuto a Guglielmo Minervini che questa volta è tornato in città quasi per tracciare il bilancio dei suoi dieci anni di assessorato.

Anche Minervini è partito dall’Europa, da quell’Atene che oggi come secoli fa ci ricorda di quanto sia bello sognare e impegnarsi per un mondo senza guerre e basato su una economia sostenibile. Nel quadro socio economico così mutato rispetto a dieci anni fa, Minervini racconta la strada che ha percorso con un obiettivo: «trasformare i giovani da “problema” a “risorsa”».

«Siamo partiti da una politica “sociale” – ha detto l’assessore regionale alle politiche giovanili – e ci siamo ritrovati ad avere messo in atto una grande rivoluzione economica. Oggi tanti imprenditori affermati cercano i nostri giorni e le loro idee».

Dopo l’excursus a proposito di “Bollenti spiriti”, “Principi attivi”, “Ritorno al futuro” e “Laboratori urbani”, Minervini ha annunciato il prossimo bando: “Spirito civico”, in pubblicazione nei prossimi giorni.

«La nuova sfida – ha spiegato – è far ripartire quei ragazzi che si sentono fuori dal gioco a 25 anni. Sono quei ragazzi che cominciano ad arrancare a scuola. Stiamo ragionando parecchio su come far emergere questi talenti “latenti”.

“Spirito civico”, servirà a costruire progetti per andare a raggiungere ragazzi che hanno gettato la spugna e metterli al centro di un processo di rinascita, personale e della società in cui vivono».

L’incontro di ieri è stato anche l’occasione del bilancio per le politiche giovanili dell’amministrazione Bucci. L’ex assessore Loredana Cialdella non ha potuto non ribadire la necessità della regione di trovare nei Comuni degli alleati «così come è stato con l’allora sindaco Bucci» ha detto.

«Abbiamo seguito tre linee direttrici: formazione della persona come centro di consapevolezza delle proprie potenzialità, offrire ai giovani opportunità di conoscenza che li rendano competitivi, fare di loro attori di progetti concreti» ricorda il leader del Cantiere.

«A loro – ha aggiunto – Bucci – abbiamo chiesto in cambio solo una cosa: che condividessero i frutti delle esperienze fatte all’estero con gli altri ragazzi rimasti a Corato. Anche se la nostra esperienza alla guida della città è finita, su di loro bisogna continuare a investire. Preferisco i giovani che fanno tremare la sedia delle nostre certezze e non quelli che si accomodano nei posti più caldi piegandosi a logiche passatiste che li ingrigiscono».

«Noi soldi disponibili secondo bilancio non ne avevamo ma abbiamo trovato il sostegno necessario nelle altre regione d’Italia come il Veneto e il Friuli. Ci siamo messi in ascolto e abbiamo offerto ai coratini esperienze hanno donato loro occhi nuovi: l’Europa vuole giovani che si muovono. Per fare tutto ciò – ha concluso la Cialdella – abbiamo seguito tre vie: la fiducia, la costruzione delle reti formative, lo spirito di cittadinanza europea. Stando alle testimonianze dei giovani, questa si conferma la strada giusta».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Ero ad ascoltarlo. Ma più parlava, più vedevo innalzarsi un muro: da una parte le istituzioni e dall’altra loro, i giovani, considerati bisognosi di tutori, oggetti sempre di prove d’esami, incapaci di decidere, se non sotto suggerimento. Le istituzioni rappresentate, a livello centrale, da uomini vecchi o da quarantenni più vecchi dei primi; da persone compromesse che hanno dimostrato, nei decenni, elevata inettitudine. E questa gente dovrebbe pensare ai giovani..! No, essi non necessitano di palliativi. Si dovrebbe dare loro più spazio. Ci dovrebbe essere un vero ricambio al Parlamento, responsabilizzandoli, con quote generazionali. E invece, da parte loro, nessuna richiesta, nessuna reazione, nessun andare contro i vecchi e logori schemi, nessuna pacifica rivoluzione. Si fidano pigramente del vecchiume e ne vengono inesorabilmente fagocitati.