Il Questore di Bari a Corato: «Mi impegnerò per potenziare il commissariato». Video

Il questore in visita a Corato: «Mi impegnerò a potenziare il commissariato»

De Iesu: «con 25 uomini non si può garantire l’operatività di cui questa comunità ha bisogno. Corato è uno dei commissariati che avrà la priorità per l’assegnazione di risorse che gli consentano di garantire i servizi essenziali»

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«Sono a Corato per una visita istituzionale, non perché ci siano particolari emergenze. Una cosa è certa: mi impegnerò per potenziare il commissariato».

Parte dai fatti concreti il questore De Iesu, da «vecchio sbirro», come lui stesso sorridendo si è definito. A pochi mesi dal suo insediamento, De Iesu sta visitando gli otto commissariati di competenza barese.

«E’ doveroso da parte mia – commenta – capire se ci sono situazioni di criticità e quali sono gli interventi necessari».

Per quanto riguarda la nostra città, numeri alla mano le conclusioni sono immediate: «con 25 uomini non si può garantire l’operatività di cui questa comunità cittadina ha bisogno. La frustrazione del dirigente Mezzina – ma anche mia – sta proprio nel non riuscire a dare le risposte che la comunità merita, dalla movida all’attività predatoria. La carenza numerica di personale salta subito agli occhi e diventa il mio impegno».

Senza fare promesse irrealizzabili, De Iesu ha ribadito più volte che «Corato è uno dei commissariati che avrà la priorità per l’assegnazione di risorse che gli consentano di garantire i servizi essenziali, un minimo di operatività sistematica, costante, almeno una volante h24».

Ad accogliere il questore in sala giunta, al fianco del sindaco Mazzilli anche la giunta comunale, il consigliere Sergio Tedeschi in qualità di presidente della commissione sicurezza, il commissario di Polizia Saverio Mezzina, il comandante della stazione dei Carabinieri Pietro Zona e il comandante della Polizia municipale Vitantonio Patruno.

«Avere la notizia del suo impegno per il nostro commissariato è per noi fondamentale» ha detto il sindaco Mazzilli. «Credo – ha continuato – che queste non siano visite di cortesia. Le definirei delle “grandi iniezioni di fiducia” per i cittadini.

Troppo spesso si demoliscono le istituzioni che invece sono la struttura portante del paese. Ognuno di noi ha un compito specifico, serve un lavoro fatto di collaborazione e condivisione. Non sarà mai nostra intenzione scaricare responsabilità, ognuno giocherà il suo ruolo ma sentiamoci tutti una grande squadra. Dobbiamo difendere lo Stato, le città e le istituzioni. Buona volontà e intesa sono gli elementi che garantiranno buoni risultati in termini di collaborazione».

Gli episodi di violenza che da vari mesi si ripetono in piazza Di Vagno e non solo, hanno dato lo spunto per un commento su quella che è la percezione della cittadinanza.

«Il nostro compito – ha ammesso il questore – è anche quello di percepire qual è il sentimento di insicurezza delle comunità e a quello cercare di dare delle risposte. Sicurezza urbana e pubblica sono complementari. L’unico obiettivo comune, anche con l’arma dei carabinieri per cui nutro profondi sentimenti di stima, è cercare di assicurare migliori condizioni di vivibilità.

I giovani e la movida oggi rappresentano un aspetto importante da affrontare. Sebbene nella gran parte dei casi alle loro spalle non ci sia criminalità organizzata, resta fondamentale monitorare con continuità quella città che loro vivono dopo la mezzanotte».

All’incontro con il Questore ha fatto seguito un incontro operativo fra l’amministrazione, i vertici locali di polizia, carabinieri e polizia municipale nel corso del quale sono stati pianificati ulteriori interventi finalizzati ad un più efficace controllo e presenziamento del territorio.

«Specie nelle ore serali e nel centro storico in cui si registra maggior afflusso di gente, soprattutto di giovani, che oggi, a differenza del passato, trovano nel nostro borgo antico il luogo ideale di socializzazione» ha precisato il sindaco.

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    …” le risposte che Corato merita”… : e gli altri paesi sono forse borghi di serie “B”? Certo, un po’ di demagogia non guasta mai… Proprio perché la vita dei giovani si è spostata verso le ore piccole (fatto emblematico dell’impegno scolastico molto diluito e della mancanza di lavoro e di rispetto verso le persone che vorrebbero condurre una vita normale) occorrerebbe creare un controllo notturno, anche a scapito di quello diurno. Ma l’obiettivo migliore sarebbe quello di coinvolgere i dirigenti scolastici delle scuole medie (lì i ragazzi sono ancora “tabula rasa”), affinché stimolino i docenti a sacrificare cinque minuti della loro lezione per insegnare loro le basi del buon vivere sociale. Sono più importanti le battaglie della prima guerra d’indipendenza, l’analisi logica, gli affluenti del Po, un’equazione di secondo grado o l’educazione? Prevenire è meglio che curare…

  • sother (utente non verificato)

    Ripassando le notizie, giusto per vedere se sia possibile intavolare un dialogo, civile e costruttivo, con altri commentatori (avvenimento sempre più raro, vista la penuria di ingressi), ho notato la scomparsa della frase che ha costituito il prologo del mio intervento (“Corato non merita”). Ed infatti è ogni città d’Italia che non merita di essere abbandonata dalle istituzioni. Comunque ribadisco il mio invito a coinvolgere la scuola, cosa che reputo come soluzione più giusta e praticabile visto che le promesse, fatte senz’altro in buona fede, di potenziamento di organico o di pattuglie notturne, cadranno probabilmente nel vuoto. Ripeto: io non sono nato a Corato, ma pur avendo sempre nel cuore la mia “vecchia” Milano, sarei felice se proprio da quaggiù partisse un nuovo “Rinascimento”. Senza attendere, cioè, che lo sprone provenga, come al solito, dal nord.