Tetti della chiesa San Giuseppe a rischio crollo. Il parroco: «Oggi parte la ristrutturazione».Video

Le infiltrazioni di acqua sull'ambone di San Giuseppe

Don Gianni Cafagna: «Le travi sono completamente marce a causa delle infiltrazioni di acqua. Le ultime nevicate ci hanno dato il colpo di grazia. Oltre che nei saloni che sovrastano l’edificio, l’acqua è arrivata sul presbiterio»

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Partono ufficialmente oggi i lavori di ristrutturazione della chiesa di San Giuseppe. Dopo lunghi anni trascorsi in attesa dei tempi burocratici, finalmente – si spera a settembre – la parrocchia a tanti nota per i riti della Settimana Santa tornerà a splendere e, soprattutto, ad essere sicura.

I lavori si sono resi necessari non per gusto estetico, ma perché i tetti sono in una condizione che il parroco don Gianni Cafagna ha definito «tragica». Le immagini e il video non lasciano spazio a dubbi.

«Le travi – ci spiega – sono completamente marce a causa delle infiltrazioni di acqua. Le ultime nevicate ci hanno dato il colpo di grazia. Oltre che nei saloni che sovrastano l’edificio, l’acqua è arrivata sul presbiterio. Senza questi lavori di restauro rischiamo il crollo».

A mettersi all’opera per questo obiettivo era stato l’ex parroco don Mauro Camero. Oggi finalmente i fondi sono stati reperiti e la Sovrintendenza ha dato il suo nulla osta. Per finanziare l’opera sono intervenuti il Gal “Città del Castel del monte” e la Conferenza episcopale italiana. In complesso il lavori strutturali costeranno circa 300mila euro e dovrebbero durare non oltre nove mesi.

Oltre a rifare completamente i tetti, le maestranze interverranno anche sulla facciata della chiesa – anch’essa logorata dalle infiltrazioni di acqua – e sulla staticità delle colonne che dividono la navata centrale dalle due laterali.

«Speriamo tanto che in corso d’opera vogliano schierarsi al nostro fianco anche gli imprenditori» aggiunge don Gianni, con un obiettivo specifico. «Vorremmo – precisa – riportare alla luce gli elementi originari della nostra chiesa costruita nel 1605. Siamo certi della presenza della pittura di quel secolo successivamente ricoperta da altri sette strati di vernice e i tecnici ipotizzano di trovare qualcosa anche nella cupola che sovrasta l’altare, lì dove ora vediamo solo una colomba».

Da quasi quattro secoli, San Giuseppe è la chiesa da cui ogni anno parte la processione penitenziale del venerdì Santo con i simulacri che la religiosità popolare chiama “Santi” o “Misteri” della via Crucis. Non sarà così nel 2015.

«Abbiamo dovuto spostare le attività parrocchiali nella chiesa dei Capuccini e lo stesso avverrà per i riti della Settimana Santa, a partire dalla processione mattutina dell’Addolorata, venerdì 3 aprile».

Curiosità. Corato si spinse oltre l’attuale Corso proprio con l’edificazione della chiesa di San Giuseppe nel 1605, nell’attuale piazza Bolivar, lungo corso Mazzini. 

Si pensa che il tempio cristiano sia stato voluto dalla categoria degli artigiani che in San Giuseppe, artigiano per eccellenza, vedevano rappresentata la loro operosità.

Dal punto di vista artistico ed architettonico la chiesa è un esempio di semplice stile barocco, riconoscibile dalla cupoletta e dalla facciata curvilinea aperta in una finestra centrale anch’essa leggermente curvilinea, oltre che dal semplice campanile, nemmeno molto alto.

L’edificio ha una semplice facciata con fastigio mistilineo e finestrone settecentesco con vetrata moderna raffigurante la Natività. L’interno della chiesa è a tre navate, divise da archi decorati a stucco. La navata centrale, con copertura a botte, presenta sul soffitto un dipinto raffigurante san Giuseppe in veste di artigiano nella casa di Nazareth, insieme a Maria e Gesù. La zona presbiteriale è coperta da una cupola: l’altare maggiore è in tarsie marmoree, di tradizione meridionale, e nell’ancona è collocata la statua di San Giuseppe con il Bambino.

Lungo le navate laterali si aprono nicchie che ospitano le statue raffiguranti San Pietro, riconoscibile per la presenza del gallo sulla colonna, l’Addolorata, Cristo morto e I’Ecce Homo. Le nicchie della navata sinistra accolgono il gruppo statuario della Crocifissione, la statua del Sacro Cuore ed un Cristo Portacroce. Alcune di queste statue vengono portate in processione il venerdì Santo dalla Confraternita di San Giuseppe.

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