Libri Pop*, arriva in città la campagna che salva i libri dal macero

La Redazione
Una libreria

I lettori potranno accedere ad un vasto catalogo di libri di qualità a prezzi bassi e popolari, diminuire lo spreco editoriale, contribuire alla lotta contro l'inquinamento e alla riforestazione

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A breve in città apre la prima libreria popolare “LibriPop*”, un nuovo progetto dell’associazione di promozione sociale Collettivamente Corato.

Dopo il Gruppo di acquisto e il doposcuola popolare gratuito, nasce un’idea realizzata in collaborazione con l’associazione Sinistra XXI e SosLibri.

«Il progetto – dicono da Collettivamente Corato – mira a conferire al libro un valore socialmente apprezzabile: la diffusione della lettura e la sua accessibilità economica sono raggiungibili grazie alla lotta allo spreco editoriale e alla valorizzazione ad un prezzo popolare dell’offerta culturale di qualità che gli editori eliminano per esubero».

Con il minimo contributo di un euro è possibile divenire socio di Collettivamente Corato e partecipare all’acquisto dei libri che saranno distribuiti ai soci nello spazio libreria-biblioteca, allestito nella sede dell’associazione, dove i soci potranno acquistare e leggere i testi a disposizione.

La Campagna nazionale “LibriPop*” – nata nel 2013 – mira a salvare quel 35% di libri che ogni anno finisce direttamente al macero, senza mai passare per le librerie. Gli editori infatti, grandi e piccoli, si vedono costretti a stamparne in grande quantità per ammortizzare i costi iniziali e quelli di mantenimento.

Con LibriPop*, gli editori possono razionalizzare le scorte e vendere copie che altrimenti finirebbero al macero secondo la legge vigente, producendo fanghi tossici e contribuendo all’aumento dell’inquinamento.

In un periodo di crisi economica, i lettori possono accedere ad un vasto catalogo di libri di qualità (oltre 2000 titoli in continuo aggiornamento), a prezzi bassi e popolari, diminuire lo spreco editoriale, contribuire alla lotta contro l’inquinamento e alla riforestazione (grazie al protocollo Zero Impact). Possono inoltre sostenere le attività di quelle associazioni che si occupano di diffondere buone pratiche di solidarietà e promozione culturale.

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