Un’altra gara di solidarietà, arriva la “Befana Tricolore”

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Il 5 gennaio, dalle 19 in via Carmine 23, la “Befana Tricolore” donerà un sorriso distribuendo i beni raccolti alle famiglie indigenti
Dopo l’iniziativa “Baratta una stella per donare un sorriso”, Fratelli d’Italia-An propone un’altra iniziativa di solidarietà, questa volta in occasione dell’Epifania.
Il 5 gennaio, dalle 19 in via Carmine 23, la “Befana Tricolore” donerà un sorriso distribuendo i beni raccolti alle famiglie indigenti e a quelle persone che in seguito alla grave crisi economica rappresentano i nuovi poveri.
«La gara di solidarietà “Baratta una stella per donare un sorriso” che abbiamo organizzato domenica 21 dicembre in largo Plebiscito – dicono dal direttivo di Fratelli D’Italia – ha risuonato notevolmente nei cuori dei nostri concittadini e di tutti coloro che hanno aiutato la sezione coratina a rendere possibile l’iniziativa».
Le famiglie coratine hanno partecipato attivamente, con i bambini accolti da fratello Natale, alla raccolta solidale di pasta, riso, latte a lunga conservazione, caffè, farina, fette biscottate, zucchero, sale, olio, tonno, pomodori pelati, legumi in scatola, biscotti, prodotti per l’infanzia, beni per la scuola, giochi in buone condizioni, per l’infanzia ed adolescenza.
Il baratto solidale continua presso la sede del circolo coratino, in largo Plebiscito 55, fino al 5 gennaio 2015. I volontari di Fratelli d’Italia-An si sono resi disponibili ogni sera, a partire dalle 17, per coloro che vorranno continuare a contribuire con la consegna di beni di prima necessità o anche solamente per ricevere maggiori informazioni circa l’iniziativa di solidarietà presso il partito.
«Siamo lieti di invitare all’iniziativa di distribuzione dei beni di prima necessità tutti i nostri concittadini che hanno barattato una stella per donare un sorriso e tutti i rappresentanti delle associazioni di volontariato e di promozione sociale della nostra Corato affinché si possa insieme riflettere sulle politiche di welfare.
Contrastare l’emergenza sociale non basta. Urge intraprendere fattivamente delle politiche volte a passare da un sistema di assistenza in gran parte inefficiente e costoso che pone il cittadino come assistito passivo, a un sistema meno costoso che assicuri pari o miglior servizi. Il modello assistenzialista, non è risolutivo e non più sostenibile.
Applicare il principio di sussidiarietà non solo significa mettere il cittadino al centro delle scelte, orientando le politiche sociali nella giusta direzione, ma soprattutto liberare energie, anche economiche, trascurate, con un circolo virtuoso che vede protagonisti il settore pubblico, quello privato e il non-profit.
Gli enti locali e le istituzioni, a loro volta, devono indirizzare i loro sforzi nella lotta al disagio sociale attraverso la prevenzione e la promozione degli stili di vita sani. Pur garantendo la possibilità di cura, di reinserimento sociale e lavorativo a chi vive un disagio (fisico, psichico e sociale), va definitivamente superata la “cultura” della “riduzione del danno”, attraverso la prevenzione dei comportamenti a rischio.
Nostro obiettivo per il 2015 sarà quello di prendere per mano chi è rimasto indietro senza frenare chi nel frattempo è andato avanti: questa è l’uguaglianza delle opportunità che garantisce alle persone di Corato la libertà».
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