Trent’anni, sempre in diretta. Buon compleanno Radio Selene

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Oggi compie trent'anni Radio Selene, stazione radiofonica coratina fondata nel 1984 da Luciano Tarricone, Luciano Buonpensiere, Mimmo Di Bisceglie e Arturo Musto
Il primo logo, in pieno stile anni ’80, è stato uno smile giallo con un microfono ed un claim inconfondibile: «W la radio viva». Poi, tra un restyling e l’altro, è arrivato quello rosso, cromato e luccicante tuttora in voga. La sostanza, però, non è mai cambiata.
Oggi compie trent’anni Radio Selene, stazione radiofonica coratina fondata nel 1984 da Luciano Tarricone, Luciano Buonpensiere, Mimmo Di Bisceglie e Arturo Musto, scomparso alcuni anni fa.
La loro passione si è accesa proprio il 23 dicembre sulla storica frequenza dei 96.1 Mhz e da allora continua a diffondere in tutta la Puglia musica, intrattenimento ed informazione.
«Quella del 23 dicembre 1984 è la data di nascita ufficiale – racconta Luciano Tarricone – ma in realtà già qualche mese prima aveva aperto i battenti “Radio Selene 2”, tramite una collaborazione con la “Radio Selene Bisceglie” di Mauro Dell’Olio, attuale socio, e Natale Cortese. Già allora pensavamo di realizzare un piccolo network che collaborasse sia per il palinsesto che per la parte commerciale.
Le cose funzionavano, così sono rapidamente arrivate “Radio Selene 3” ad Andria grazie a Sabino Di Pasquale, anch’egli attuale socio, e poi altre emittenti a Trani, Molfetta e Barletta, fino ad arrivare a Bari con l’acquisizione di “Radio Città”».
Gli esordi hanno avuto un fascino tutto particolare.
«Nei primi anni – ricorda Tarricone – la tecnologia non consentiva ovviamente di fare molte delle cose che oggi sono estremamente semplici. I collegamenti, ad esempio, erano tutt’altro che agevoli perchè la sede di Corato non era ancora collegata con l’antenna di Monte Ripanno.
Per questo i primi “splittaggi” (ovvero la messa in onda di spot pubblicitari differenziati per ciascuna delle stazioni radio targate “Selene”) avvenivano addirittura in un trullo in piena campagna proprio sotto il nostro ripetitore. Lì, tra anatre e galline, avevamo montato le attrezzature essenziali e a turno andavamo ad inserire le cassettine con la pubblicità».
Nonostante le difficoltà tecniche, la “visione” dell’emittente è stata chiara sin dall’inizio.
«Abbiamo sempre voluto fare una radio basata sulla conduzione – rivendica il “patron” – con una presenza di speaker molto forte. Una radio fatta di contenuti, seppur leggeri, e non solo “di flusso”, cioè solo musicale. E poi abbiamo voluto da subito fare le cose sul serio ed in maniera professionale, riconoscendo dei compensi a tutti i collaboratori, perchè la radio fosse intesa come un impegno serio e non come un hobby».
Una svolta significativa è arrivata nel 1990 con l’approvazione della legge Mammì sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato.
«E’ la legge che di fatto ci ha imposto di fondere le tre radio in una sola: in quel momento è nata “Rete Selene” che poi, una decina d’anni, fa ha modificato il suo nome nell’attuale “Radio Selene”».
La vostra è una radio pugliese non solo per nascita, ma anche per vocazione.
«Sin dai primi anni ’90 abbiamo consolidato la nostra copertura in tutta la Puglia. L’obiettivo è parlare alla nostra regione ed essere attenti al territorio. Non a caso il nostro claim è “La Puglia in onda”. Abbiamo anche uno studio a Lecce da cui trasmettono due speaker leccesi doc. Non ci interessa ambire a trasmettere in altre regioni.
In trent’anni sono cambiate mode, tendenze e governi. E la radio?
«Nei primi quindici anni siamo stati a lungo associati al fenomeno delle discoteche, anche se non trasmettevamo solo musica dance. Poi col tempo è maturata la radio ed anche il suo pubblico. Senza fare paragoni, è un po’ ciò che è accaduto a Radio Deejay. Il target si è inevitabilente alzato in una sorta di percorso naturale.
Nonostante i più giovani siano diventati molto più indipendenti, visti i tanti devices attraverso i quali è possibile ascoltare musica, abbiamo comunque conservato molta attenzione nei loro confronti».
Una volta aperto l’album dei ricordi, Luciano Tarricone è un fiume in piena.
«Ciò di cui sono molto contento – tiene a sottolineare – è che nella radio ha sempre contato moltissimo l’aspetto umano. Non abbiamo mai voluto fare un freddo business, ma tutto è stato realizzato con la passione di chi ci è stato dentro ed ha fatto parte dello stile Selene.
Di qui sono passati in centinaia tra speaker, fonici, amministrativi e pubblicitari. Il 99% di loro ha con noi un rapporto affettivo ancora molto forte. In occasione dei trent’anni, molti saranno qui presenti e andranno anche in onda, anche se magari lavorano in altre radio. Quella di oggi sarà una giornata ricca di testimonianze ed intensa da vivere».
Eppure anche voi avete dovuto fare i conti con le difficoltà della crisi.
«Negli anni la forza lavoro non è calata, ma per non toccare il nostro patrimonio umano abbiamo dovuto lottare duramente. Solo sei anni fa abbiamo lasciato sul campo il 30% del nostro fatturato e non lo abbiamo più recuperato. Abbiamo però conservato struttura, frequenze e personale. Guardiamo avanti restando con i piedi per aerra e continuando a sperare che prima o poi arrivino timidi segnali di ripresa».
Un forte segnale in questo senso è la nomina del nuovo consulente artistico.
«Da circa tre mesi la consulenza artistica della radio è stata affidata a Titta De Tommasi, storico direttore del gruppo Norba. E’ un segnale di determinazione per crescere. Al resto ci pensano le nostre voci: quelle di Vanessa Battista, Maria Rita Minoia, Fabio Marzo, Max Baccano, Jimmy, Tony Riskio e Mario».
E tra poco più di una settimana, a Capodanno, si torna in piazza a Corato.
«Sin dal 2003 siamo sempre stati presenti ad animare i concerti della notte di San Silvestro e torniamo tra il pubblico con grande piacere» chiude Tarricone. Sarà una bella occasione per festeggiare ancora meglio i nostri trent’anni».
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auguri radio selene







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