Fondazione De Benedittis, la cultura è di casa

© CoratoLive.it
Inaugurata ieri la nuova sede in via Imbriani, 35. Sabato prossimo la consegna di quattro borse di studio presso la biblioteca comunale
Il duro lavoro delle braccia di un uomo che dissodava la terra, la sua grande e illuminata lungimiranza, i custodi delle sue ultime volontà. La Fondazione Luigi e Maria De Benedittis è un albero generoso, ricco di frutti variopinti e oggi ha finalmente un terreno su cui fissare le proprie radici.
Via Imbriani 35, umile dimora del bracciante coratino e della sua sorella bisognosa di cure, è oggi la nuova sede della fondazione.
Un’organizzazione senza fini di lucro, con l’unica ma non semplice responsabilità di promuovere i valori della cultura e dell’istruzione nelle fasce meno abbienti della popolazione, come accadrà il prossimo sabato alla biblioteca comunale. La cerimonia prevede la consegna di quattro borse di studio in favore di ragazzi particolarmente meritevoli e attualmente iscritti al terzo anno di scuola superiore.
Il bilocale, ubicato al pianterreno e dotato di soppalco, è stato recentemente ristrutturato e aperto al pubblico nella serata di ieri. Sulla targa, scoperta dal professor Riccardo Mazzilli, campeggia il logo di un motocarro Ape, la seconda casa di Luigi, raccontano. Al momento della sua scomparsa, avvenuta nel 2006 all’età di ottantasei anni, l’umile bracciante lasciò precise indicazioni nelle volontà testamentarie, tra cui quella di costituire una fondazione che promuovesse proprio l’istruzione che lui, nell’Italia tra le due guerre, forse non poté avere.
Nel consiglio di amministrazione, assieme al docente, anche Angela Pisicchio, Corrado De Benedittis, Luca Rutigliano, accompagnati dalla consulenza legale di Luigi Rosito e da don Gino Tarantini, ieri nella doppia veste di sacerdote e presidente della fondazione.
Raggiante per il lieto evento ma ben conscio dei compiti che ne deriveranno, il religioso ha subito messo in chiaro che «il nostro impegno è quello di essere fedeli alla volontà di Luigi, e useremo al meglio questo spazio, non molto grande ma senza dubbio accogliente e dignitoso».
La certezza è che l’ambiente, ricco di archi e nicchie e costruito con pietre solide luminose, ospiterà diverse attività didattiche dedicate ai più piccoli, per cercare di infondere loro una sana passione per la lettura, come ha proposto l’ex insegnante Angela Pisicchio.
Don Gino ne è sicuro: «Questo è uno spazio aperto e non ritengo debba essere usato solo da noi, ma il desiderio è quello di dar vita a un nuovo punto di riferimento culturale per la città». Una casa fondata sulla robusta roccia dei sogni di Luigi e della perseveranza dei suoi eredi spirituali.
“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”, disse San Francesco di Assisi. E Luigi De Benedittis, a modo suo, aveva tutti i connotati di un grande artista.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti