“Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta”, Agorà 2.0 ospita Francesco Dezio

La Redazione
Francesco Dezio

L’appuntamento è per domani alle 19.30 nella sede di via San Benedetto 36

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Nuovo appuntamento con la letteratura che parla di musica per l’Associazione culturale Agorà 2.0. Dopo aver accolto Donato Zoppo, questa volta in collaborazione con l’Arci La Locomotiva, Agorà 2.0 domani alle 19.30 ospita Francesco Dezio nella sua sede di via San Benedetto 36.

Storpiando una canzone degli Afterhours Dezio si ritrova catapultato negli anni Dieci e può affermare che “Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta”. Ma come si esce vivi da questo decennio, pieno di lustrini, promesse non mantenute e false ideologie? In tanti modi e vari racconti, che sono poi quelli che esplora Dezio nel suo libro.

C’è chi aveva fatto della militanza e del punk la propria ragione di vita, e aveva visto nella musica la possibilità di dare una “svolta” – non solo alla propria vita, ma alle brutte tradizioni, all’arretratezza socio-culturale e all’ (anti)filosofico immobilismo meridionale; una svolta che però non arriva mai davvero, che si scontra con un tessuto sociale ancora troppo provinciale o borghese o semplicemente disinteressato per poter essere cambiato, e si esaurisce dopo qualche anno di intensa e scoppiettante attività.

Qualcuno prova a uscirne buttandosi in un lavoro da musicisti dell’ultim’ora, come poco credibile gruppo jazz/piano bar su una nave; altri, stufi di essere sfruttati e bistrattati sul lavoro, provano ad ottenere “di più”, procurandosi un riscatto puramente economico (e addio alla professionalità) o a spostarsi di città, ritrovandosi comunque poi dopo a fare i conti con la propria (non)identità; e c’è sempre chi prova con l’amore, ma si sa che l’amore, soprattutto tra giovani, può tirare brutti scherzi, anche quando tutto, sulla carta, sembra perfetto.

Tanta, tantissima, la musica che accompagna le pagine del libro, quasi – anzi, decisamente – una protagonista a parte: gruppi di punk, new wave, grunge e goth suonano qui e lì. Uscire vivi dagli anni Ottanta non è un mestiere facile, nel percorso qualcuno si perde o si fa del male; di sicuro tramontano i sogni e le belle speranze e anche andare in un altro paese non è la soluzione.

Un sottile dispiacere, per ciò che è andato e non si può recuperare, si intende dai racconti di Dezio, venati di una sostenuta rabbia per le cose che non sono mai cambiate nonostante il tempo passi.

L’unica musa resta davvero la musica, sia essa salvifica o specchio di stati d’animo. A impreziosire il racconto, anzi, i racconti, del reduce di quegli anni, le illustrazioni alcune fatte a mano ad hoc dall’autore, altre prese da fanzine di quel periodo, ed una miniera di informazioni sui giri di “alternativi” (con annesse descrizioni delle persone che li frequentavano, dei luoghi in cui si riunivano, dei mafiosetti che controllavano, dei locali in cui si incontravano) di Bari e provincia, all’inzio dei mirabolanti 80’s, di cui ci resta il dubbio se siano ancora vivi o meno.

Francesco Dezio è nato ad Altamura nel 1970 e ha esordito nel 1998 con un racconto pubblicato nell’antologia Sporco al sole. Narratori del sud estremo (Besa). Nel 2004 ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Nicola Rubino è entrato in fabbrica, opera che inaugura la stagione della cosiddetta ‘letteratura precaria’. Alcuni suoi racconti sono apparsi in antologie e su quotidiani e riviste.

Nel 2008 è stato ospite di cinque puntate della trasmissione Fahrenheit su Rai radio 3.

Ha collaborato con «l’Unità», «la Repubblica-Bari», il «Corriere del Mezzogiorno» e condotto laboratori di lettura e scrittura creativa per le scuole.
Tra un periodo di disoccupazione e l’altro, lavora come disegnatore meccanico e grafico.

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