Di Tria e Fratelli d’Italia-An, è rottura

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Il partito prende le distanze dal consigliere che replica: «Non ho mai avuto la tessera, sono stati loro a chiedere a me e ad altri di candidarci con Fratelli d’Italia. La rottura tra me e il partito è solo a livello cittadino»
Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale non riconosce più il consigliere Giuseppe Di Tria come un proprio uomo. A darne comunicazione è il direttivo del partito che, con una nota inviata al sindaco ed al presidente del consiglio comunale in data 6 novembre, precisa: «qualsiasi comunicazione o decisione, scritta o verbale, rilasciata durante l’espletamento delle sue funzioni da Di Tria deve intendersi fatta a titolo personale o non per nome e conto del nostro partito che lo ha fatto eleggere».
Il 4 giugno in realtà, Di Tria aveva ufficializzato il suo passaggio nel Nuovo centro destra. Le motivazioni dell’epoca facevano riferimento sia al sostegno politico che Di Tria aveva assicurato al candidato al Parlamento europeo di Ncd, Massimo Ferrarese, che a dei problemi interni a Fratelli d’Italia.
Si trattava di «incomprensioni di natura politica», come le definiva Di Tria. «Un fulmine a ciel sereno» replicava Quinto, non risparmiando allusioni ad altre ipotetiche promesse ricevute. La bufera per la mancata elezione a primo scrutinio di Salerno presidente portò Di Tria ad abbandonare lo scranno accanto a Tedeschi (unico consigliere di Ncd) e a far ipotizzare un suo ritorno in Fratelli d’Italia.
Dalla premessa che il partito ha protocollato tre settimane fa, si apprendono le motivazioni secondo cui Di Tria sarebbe invece fuori dal partito.
Di Tria, secondo il direttivo, non sarebbe più stato presente al partito dopo le elezioni. Inoltre «dalla stampa, dal suo comportamento e in mancanza di sue comunicazioni ufficiali – prosegue Quinto in qualità di portavoce del partito – sorgono dubbi sulla sua reale appartenenza a Fratelli d’Italia-An o a coalizioni diverse».
Tuttavia, il partito si dice «in attesa di sue dichiarazioni» e precisa la propria posizione al fine di «fare chiarezza» tra i propri elettori.
Interpellato telefonicamente, Di Tria non ha alcuna esitazione nel chiarire la situazione: «non ho mai avuto la tessera di Fratelli d’Italia – ci dice – e sono stati loro a chiedere a me e ad altri di candidarci con Fratelli d’Italia. Grazie a noi la lista ha preso la maggior parte dei voti. Nelle prossime ore scriverò una replica dettagliata alla missiva ma posso già dire che la rottura tra me e Fratelli d’Italia esiste solo a livello cittadino».
Commenti
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Mi piace quando dice che non ha mai avuto la tessera di Fratelli d’Italia ma sono stati loro a candidarmi, e lei perché ha accettato di candidarsi se le sue idee politiche erano ben diverse,forse aveva intuito che era più facile entrare da quella porta in consiglio comunale per poi fare i propri comodi e sono meravigliato come Fratelli d’Italia -An decisero di presentare la sua candidatura non si erano resi conto che candidavano un ( volta giacchetta).
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Per favore non privateci di Di Tria.
Sarebbe una sciagura per la città.
Versate un euro per la salvaguardia di Di Tria.







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