“Poeti con la chitarra”, l’esordio è con Rino Gaetano. Le immagini

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La voce di Claudia Castrigno, le chitarre di Ezio D’Introno e Marco Rosito, le percussioni di Pietro Grassitelli. Corato Open Space-Cittattiva, Cum Divide e il Teatro delle Molliche insieme per “rivivere” i cantautori italiani
Il pretesto è la passione per la musica dei cantautori italiani che hanno saputo raccontare il tempo e consegnarlo per sempre alla Storia. A mettersi in gioco i ragazzi di “Cum divide”, gli stessi del progetto “Music street view”. La voce di Claudia Castrigno, le chitarre di Ezio D’Introno e Marco Rosito, le percussioni di Pietro Grassitelli. Il risultato, una serata di parole e note che chiamano a raccolta appassionati e intenditori.
Questo è stato il primo appuntamento di “Poeti con la chitarra”, la rassegna nata dalla felice collaborazione tra realtà giovanili della nostra città, i laboratori urbani di Corato Open Space-Cittattiva, Cum Divide e il Teatro delle Molliche.
L’omaggio a Rino Gaetano domenica sera ha registrato il tutto esaurito e lascia sperare che gli ambienti si riveleranno troppo stretti anche per il secondo appuntamento, quello del 30 novembre dedicato a Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Alla formazione si aggiungeranno anche Annamaria D’Introno e Giuseppe Nocella.
Di Rino Gaetano mancava la tuba nera, ma non certo la voglia di raccontare la storia di “Mio fratello è figlio unico”. La luce che sulla copertina dell’album illumina il randagio – «l’emarginato, la solitudine per eccellenza» come lo stesso Gaetano lo definiva – domenica si è riaccesa nei rinati spazi delle palazzine di piazza Marconi, oggi vivi e pulsanti di arte, cultura e passione per la bellezza di cui l’uomo è capace.
Una luce forse ancora piccola ma intensa e diretta. Calda. La stessa che mantiene costante l’interesse per la leggerezza delle parole di un cantautore che – scomparso a soli trent’anni per incidente stradale nel 1980 – ha saputo dare forma al “nonsense”, scagliare pietre verso “il sistema”, fare nomi e cognomi, e intonare “Nuntereggaepiù”.
Romantica Claudia Castrigno nell’interpretazione di “Sfiorivano le viole”. Intensa la sua voce, anche un po’ “imbrogliona”. Sembrava raccontare dell’attesa di una donna, invece – come pochi meglio di Gaetano sanno fare – ha ripercorso con destrezza la storia dell’intera Europa, dai conflitti per l’unità d’Italia alla rivoluzione francese passando per l’unità germanica. L’ottima intesa fra D’Introno, Rosito e Grassitelli ha fatto il resto, anche per la splendida “Aida”, l’intramontabile “Gianna”, l’irriverente “Ti ti ti ti” e l’irrinunciabile, sempre nuova “Ma il cielo è sempre più blu”.
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