Lavoro, in provincia di Bari va di moda il nero

La Redazione
La presentazione del rapporto in Prefettura

Più di un lavoratore su quattro senza coperture previdenziali: lo denuncia il rapporto presentato ieri in Prefettura dalla task force regionale. La maggioranza sono donne. In Puglia media del 23%

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Nella provincia di Bari un lavoratore su quattro lavora a nero. Lo dice il raporto della task force istituita ad agosto del 2013 dall’accordo tra Regione Pugliesi, prefetture pugliesi, direzioni regionali del Lavoro Inps e Inail.

Nella provincia sono state controllate 91 aziende, e 25 sono risultate operare con lavoratori senza coperture previdenziali. Si tratta del dato più alto nella regione, con la media delle sei province che si attesta al 23%. Ristorazione e agricoltura i settori in cui nero la fa da padrone.

L’indagine è stata presentata ieri mattina in Prefettura, nella riunione del tavolo istituzionale interforze regionale per il contrasto dell’illegalità e il lavoro sommerso. Con il prefetto, Antonio Nunziante, hanno preso parte all’incontro i vertici regionali delle forze dell’ordine e il direttore regionale del Lavoro Inps e Inail.

Per la prima volta nella nostra regione, un sistema fondato su rapporti di collaborazione interistituzionale tra tutti gli enti preposti al controllo ha individuato “chi fa cosa e come” in relazione ad aree territoriali specifiche. «Un intervento che costituisce un valore aggiunto al consolidamento della cultura della legalità e al recupero della fiducia nel ruolo dello stato» commenta la Prefettura.

Sul territorio regionale, in aggiunta alle attività istituzionali di controllo ordinario, sono state ispezionate in tutto 339 aziende di tutti i comparti economici,  privilegiando l’attenzione sul settore agricolo e turistico. Il settore agricolo è quello maggiormente interessato a livello regionale dal lavoro nero, con una netta prevalenza della presenza di lavoratrici donne rispetto agli uomini. Nel Gargano la gravita delle irregolarità ha reso necessario aprire fascicoli giudiziari.

I risultati hanno spinto i soggetti della task force a esendere il rapporto di collaborazione per altri due anni.

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