I prezzi delle olive sull’altalena. E il nord fa incetta di materia prima locale

La Redazione
Raccolta delle olive

Il raccolto resta molto scarso e i mercati continuano a prevedere nelle prossime settimane una forte salita del prezzo dell'olio extra vergine di oliva di nuova produzione, addirittura sopra gli 800 euro

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In questi giorni le maggiori piazze olivicole delle province di Bari e Bat come Corato, Bitonto, Andria e Bisceglie, stanno assistendo ad un vero e proprio “sali scendi” dei prezzi di vendita della materia prima.

Se solo pochi giorni fa si sono toccati anche i 100 euro come prezzo di vendita al quintale delle olive, oggi il prezzo è repentinamente sceso sotto gli 80 euro.

Il raccolto resta molto scarso e i mercati continuano a prevedere nelle prossime settimane una forte salita del prezzo dell’olio extra vergine di oliva di nuova produzione, addirittura sopra gli 800 euro, mentre oggi le quotazioni all’ingrosso si attestano tra i 630 e i 660 euro al quintale.

«L’afflusso delle olive, come sta accadendo un po’ dappertutto, è ridottissimo rispetto alle ultime raccolte» spiega il presidente della cooperativa Terra Maiorum, Pasquale D’Introno. «Le rese sono molto basse, mediamente circa 14 chili per quintale, ma l’olio è di buon livello, presenta una acidità nei limiti ed ha un bel colore verde. Merito anche di una rapida molitura delle olive che viene effettuata entro ventiquattro ore dalla raccolta». 

In queste settimane il mercato del nord ha fatto incetta di grossi quantitativi di prodotto, considerato che in tante altre parti d’Italia il prodotto è ancora più scarso.

«La raccolta parte già con circa il 40% in meno rispetto agli anni scorsi e del rimanente 60% almeno la metà viene venduta al nord e va ad alimentare le produzioni del settentrione» ammette il presidente della cooperativa. «E’ un peccato perché in questo modo perdiamo volume e valore».

«Questo per il nostro territorio era l’anno zero» gli fa eco Tommaso Loiodice, presidente dell’unione nazionale associazioni produttori olivicoli.

«L’intero comparto aveva la possibilità di giocare un ruolo determinante sul mercato, visto che in questa campagna la nostra è la zona d’Italia in cui si concentra la maggior parte delle olive. Ma i nostri olivicoltori non hanno capito che il prodotto da vendere non sono le olive che vanno tutte molite in loco, ma è l’olio. Commercialmente – continua il presidente dell’Unapol – non si è riusciti a fare squadra per evitare che le olive prendessero le vie del nord. Questa cosa ha anche falsato il mercato dell’oliva stessa, tanto che nei giorni scorsi il mercato è divenuto schizofrenico. Si è raggiunta la punta di 97 euro al quintale per le olive, mentre l’olio è passato da 400 a 800 euro al quintale anche nell’arco della stessa giornata. La situazione si è normalizzata non appena terminata la domanda degli acquirenti settentrionali. Stavolta si poteva decidere il prezzo giusto del prodotto – conclude – e invece si è pensato al guadagno immediato».

«In questi giorni i mercati oleario e olivicolo in Puglia sono caratterizzati da un aumento consistente dei prezzi rispetto agli anni precedenti», commenta il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Marmo. «Qualunque sia la ragione commerciale sottesa – prosegue – tra cui anche la riduzione del raccolto, c’è un aspetto determinante che distingue la nostra dalle altre regioni: in Puglia, e soprattutto nelle province del nord della regione, la costanza e l’esperienza degli agricoltori hanno permesso, in questi anni difficili tra avversità economiche e climatiche, di continuare a dedicarsi ai loro ulivi, senza abbandonarli.

Non hanno badato a spese per la cura delle piante, con dedizione e coraggio, nonostante l’aggressione di parassiti ed infezioni. E’ solo merito degli agricoltori di questa terra se gli uliveti pugliesi, al contrario di quelli del resto d’Italia, hanno prodotto olive da cui i nostri mastri oleari frantoiani renderanno come sempre ottimo olio extravergine di oliva. Dobbiamo essere orgogliosi di loro, che rappresentano la vera Puglia».

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Commenti

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    che ci vada il presidente dell’unapol (visto che lui capisce) a raccogliere le olive e a portarle al frantoio. che vada lui a far la ronda a controllare che non vi siano furti nelle campagne. Forse comprenderebbe le difficoltà di chi vive queste cose in prima persona