Le “Scarpe rosse” in piazza Marconi

La Redazione
Scarpe rosse

Collettivamente e Arci insieme per dire basta alla violenza sulle donne. Le sedi delle due associazioni accolgono le scarpe rosse da utilizzare per la manifestazione di domani

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Domani alle 19.30 in piazza Marconi (di fronte al teatro) rivivrà la proposta dell’artista messicana Elina Chauvet: “Scarpe rosse”. Si tratta di un contributo per riflettere sulla violenza di genere, e sulla violenza tout court, che le associazioni Collettivamente e Arci desiderano porgere al territorio anche sulla base dall’adesione del Comune di Corato alla “Giornata internazionale della donna”.

«Naturalmente – precisano le due associazioni – non si può ridurre tutto ad una giornata di commemorazione ma bisogna creare momenti, azioni e spazi affinché la violenza sulle donne divenga solo un brutto ricordo. I dati ci dicono che solamente in Italia, ogni tre giorni, una donna viene uccisa ed ogni giorno si compiono atti di violenza e crudeltà sino a raggiungere il tragico dato di quattordici milioni di vittime ogni anno nell’intero nostro Paese.

La violenza può essere sia psicologica che fisica. Il femminicidio è un tremendo fenomeno che non può essere trascurato ma deve essere combattuto con forza e coraggio perché ogni donna ha il diritto di vivere, di amare e di essere amata nella totale libertà e nel rispetto del suo essere umano».

Cos’è la manifestazione scarpe rosse?

«E’ un progetto che ha trasmesso un forte sentimento di realtà, di dolore ma anche di forza. La messicana Elina Chauvet ha creato così un metodo per denunciare ed urlareal mondo l’orrore che il femminicidio compie quasi quotidianamente e la forza di volontà di volerlo superare.

Si tratta di “Zapatos rojas” (scarpe rosse), ovvero una distesa di scarpe rigorosamente rosse che identificano il numero delle violenze, delle morti e dei maltrattamenti che le donne hanno subito nella loro vita.

Ogni paia di scarpe rappresenta una storia di paura ma, ancor di più, caratterizza l’enorme forza di volontà di voler combattere tutta questa paura e questo dolore per far sì che questo orrendo fenomeno sia definitivamente sconfitto, che la Donna sia rispettata per la bellezza del suo essere.
Tantissime piazze italiane, sul prototipo del progetto lanciato da Elina Chauvet, sono state gremite da scarpe rosse in simbolo delle vittime, un modo per ricordarle e ricordare a tutti che non si può restare inermi dinnanzi ad un avvenimento così grave.

Il colore rosso è stato scelto in quanto simbolo dell’amore, della passione che si trasforma in male ed in violenza, simbolo della possessione morbosa che diventa una trappola mortale e simbolo della femminilità che purtroppo, oggi, troppe volte viene violata».

«Le donne – concludono dalle associazioni – vanno amate e rispettate sempre. Non solo il 25 novembre, ma ogni giorno dell’anno. Tutti, associazioni e cittadine/i, sono invitati a partecipare sia alla manifestazione e sia alla raccolta delle scarpe femminili rosse, anche scarpe di altro colore magari da buttare che verranno dipinte».

I punti di raccolta delle scarpe sono l’associazione Collettivamente Corato (via Luigi Medici 27) e l’Arci La Locomotiva (piazza Savoia 4).

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