Il movimento “Città nuova”: «Con la città Metropolitana Corato non diventi circoscrizione di Bari»

La Redazione
Il Comune di Corato

«La nuova prospettiva è pertanto interessante e ricca di potenzialità, ma al tempo stesso pone seri interrogativi. Non vorremmo mai che in un futuro Corato, che aspira al titolo di Città, fosse ridotta al rango di “circoscrizione” di Bari»

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Una nota del movimento politico “Città nuova”.

«Corato è entrata a far parte della Città Metropolitana di Bari insieme alla Città capoluogo e ai Comuni della ex Provincia. Nelle scorso mese di ottobre si sono tenute le elezioni di secondo livello (riservate cioè agli amministratori dei Comuni) per il consiglio metropolitano che hanno visto l’affermazione di Pasquale Pomodoro (F.I.) e consentito così al nostro Comune di avere un suo rappresentante in seno al nuovo consesso.

Nel consiglio metropolitano si stanno gettando le basi per la vita amministrativa del nuovo Ente iniziando proprio dalla elaborazione dello Statuto. Già nel corso di questa settimana (sabato 22 novembre), inoltre, è previsto a Corato un incontro pubblico – organizzato dalla Città Metropolitana e dal Comune di Corato – nel corso del quale verranno presentati i principi guida del funzionamento del nuovo Ente e le ipotesi di sviluppo locale.

La nuova prospettiva è pertanto interessante e ricca di potenzialità, ma al tempo stesso pone seri interrogativi. Bari, infatti, a differenza di altre Città Metropolitane (Napoli, Milano, Torino…) vede la maggior parte della popolazione risiedere nei Comuni (Corato, Molfetta, Gioia del Colle, Altamura, Monopoli…) piuttosto che nella Città capoluogo: sarà possibile – agevole non lo sarà di certo – trovare un equilibrio tra il tutto e le sue parti superando le volontà accentratrici e i localismi?

In secondo luogo, la creazione di un nuovo Ente e di una Città Metropolitana in particolare implicano per i Comuni una “cessione di autonomia”: molte questioni e segnatamente quelle che hanno a che fare con l’assetto urbanistico del nostro Comune dovranno infatti ora superare sia il vaglio della Regione, che ha carattere prevalentemente tecnico, sia quello della Città Metropolitana che per noi è ancora un’incognita in termini di tempi, modi, capacità organizzativa e tecnica e – soprattutto – autonomia di giudizio rispetto alle immancabili spinte centrifughe e centripete.

Non vorremmo mai che in un futuro Corato, che aspira al titolo di Città, fosse ridotta al rango di “circoscrizione” di Bari.

Non possiamo inoltre trascurare le difficoltà evidenziate dallo stesso Pasquale Pomodoro nell’incontro pubblico tenutosi martedì us presso la locale sede del Rotary Club, durante il quale il consigliere metropolitano ha lamentato la presenza di lacune nella legge istitutiva ed evidenziato la necessità di “procedere a vista” in un terreno incognito.

D’altro canto ci fanno ber sperare l’ampia rappresentanza in seno al consiglio metropolitano di esponenti dei vari Comuni e – al tempo stesso – il coinvolgimento dei vari Sindaci nel processo di governance. Un’altra considerazione si lega poi a quello che è il futuro che il governo nazionale vuol dare alle Città Metropolitane, dove – dati alla mano – risiede oltre il 50% degli Italiani: se il nuovo Ente sarà una corsia privilegiata per avere accesso a fondi o partecipare a progetti di sviluppo sarebbe quanto mai azzardato rimettere in discussione la partecipazione del nostro Comune al nuovo consesso (la normativa vigente consente ai Comuni anche di “uscire” dalla Città Metropolitana – Legge 56/2014).
Corato si trova ad essere cerniera tra la Provincia BAT o quel che sarà (atteso che il percorso verso la eliminazione delle Province è stato intrapreso) e la Città Metropolitana: questa possibilità va sfruttata sino in fondo e con acume, non chiudendosi però in uno sterile campanilismo. In ogni caso è probabilmente tramontata la visione di un Ente Comune “autosufficiente” e al tempo stesso vediamo i prodromi dell’affermarsi di un’ottica di integrazione tra comunità e di una visione strategica di “area vasta”.

Noi abbiamo l’ambizione e la speranza che Corato possa essere il punto di riferimento di un territorio più ampio e che possa catalizzare anche le energie dei Comuni a noi vicini verso una governance condivisa del territorio sulla scorta di quello che si sta già facendo ad esempio con i Piani Sociali di Zona o con l’ARO BA1 di cui tanto si è parlato in questi giorni. Il futuro è legato ad una progettualità politica in cui l’unione fra più Comuni – vicini e con caratteristiche omogenee – dovrà fare massa critica ed essere in grado di orientare l’azione dei vari organismi territoriali, superando anche le contrapposizioni legate al “colore politico” delle giunte comunali.

A noi sembra chiaramente che i primi semi di questo disegno siano stati gettati, sta a tutte le forze politiche dare seguito al percorso intrapreso».

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