Il direttore di Radio 3 agli studenti coratini: «Il futuro? Non cercatelo, fatelo»

Micaela Ferrara

Un'amabile conversazione tra Marino Sinibaldi, autore di "Un millimetro in là. Intervista sulla cultura" e direttore di Radio 3, gli studenti di Corato, la giornalista Micaela Ferrara e Angela Pisicchio

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La conversazione si conferma ancora una volta modalità privilegiata per una comunicazione più efficace. Per uno scambio vero e concreto.

Lo ha dimostrato di nuovo il “Presidio del libro”, vivo e creativo a Corato grazie ad Angela Pisicchio. Alle domande consapevoli e motivate dei ragazzi dell’”Oriani-Tandoi” e del “Federico II Stupor Mundi” ieri ha risposto Marino Sinibaldi, direttore di Radio3 Rai e autore del «libro-non libro» “Un millimetro in là. Intervista sulla cultura”. Curato da Giorgio Zanchini – ed edito da Laterza nel 2014 – il volume nasce “in radio” da una “conversazione sulla cultura” e arriva ai più giovani con gli incontri vis-à-vis nelle scuole o – come nel nostro caso – a teatro.

«Per il Comune i pomeriggi a teatro hanno un costo ma – ha sottolineato ieri il vicesindaco Scarigella – spero che tutti sappiano cogliere quanto preziose possano essere queste esperienze di dialogo e confronto per la crescita dei nostri ragazzi».

Portare Sinibaldi in città è una idea accarezzata da diverso tempo. «Marino è un grande amico dell’associazione “Presidi del libro” – commenta la Pisicchio – e ci tenevo particolarmente a inserirlo nella serie di incontri in cui proponiamo ai ragazzi momenti di riflessione e discussione su tematiche culturali e di attualità».

«Vengo spesso in Puglia – conferma Sinibaldi – perché è una delle poche regioni in cui sopravvive il “Presidio del libro”, una risorsa preziosa e famosa, una forza meravigliosa che i lettori di tutta Italia invidiano».

Introdotti dalla giornalista Micaela Ferrara, gli studenti hanno riportato il libro di Sinibaldi alla sua origine, una conversazione. Dalla cultura alla scuola passando per tecnologia, arte, politica, musica ed economia. Uno scenario di temi e prospettive ricco quanto la creatività e gli interessi dei ragazzi. Quasi due ore di “botta e risposta” di cui possiamo scegliere alcuni momenti.

Ilenia. «Quali sono le condizioni per trovare nuova bellezza, dove pensa sia nascosta?».

«La parola cultura – risponde Sinibaldi – a volte appare troppo pesante, anche equivoca, e allora ho provato a dire che è un modo di vivere, desideroso di provare esperienze, una specie di deposito in cui sono custodite le cose belle. La cultura è l’intelligenza del mondo, quella che abbiamo ereditato è tantissima.

Per sopravvivere deve essere continuamente rinnovata e ricreata. Ogni generazione deve aggiungere intelligenza al mondo, arricchire  la storia dell’umanità. A volte le bellezze sono nascoste. Molti scrittori sono stati riconosciuti dopo secoli.

Oggi, per crescere, la cultura ha bisogno di banda larga e biblioteche scolastiche».

«La generazione attuale ha una possibilità che mai nessuno ha mai avuto – ragiona Sinibaldi – ha tutta la conoscenza e l’arte a portata di mano». Deve solo spingersi “Un millimetro in là”, con la scuola che ha un compito fondamentale: «accompagnare e far innamorare gli studenti della cultura, nel rapporto di comunicazione che si crea tra le pareti di un’aula.

Deve riuscire a far assaporare a tutti il gusto della lettura, far comprendere – anche simbolicamente – che i libri sono importanti».

Attilia. «Sinibaldi scrive che ogni generazione ha diritto di pensare ad un futuro migliore e di chiedere alla precedente di “farsi da parte”. Perchè cultura significa autodeterminazione?».

«Le generazioni si poggiano le une sulle altre ma nel rispetto reciproco. Parlando di futuro e crescita economica pensiamo al fatto che tutte le rivoluzioni sono state fatte in base alle materie prime dei singoli paesi. Pensate alla rivoluzione industriale: l’Inghilterra aveva il carbone. L’Italia ha la cultura. Per troppo tempo non l’ha valorizzata. Sento di chiedervi questo – esorta Sinibaldi – non fermatevi a farvi domande sul futuro, a cercarlo. Fatelo».

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