Così la criminalità avvelena la vita nel Barese

Lorenzo Pisani
Dati impietosi quelli pubblicati dal Sole 24Ore. Migliaia le denunce di reati nel 2013. Bari nei primi posti nella classifica delle province italiane

Dati impietosi quelli pubblicati dal Sole 24Ore. Migliaia le denunce di reati nel 2013. Bari nei primi posti nella classifica delle province italiane

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Sole, mare, cibo, cultura non bastano.

La qualità della vita si misura anche col metro delle condizioni di sicurezza, e nella provincia di Bari le cose non sembrano andare per il verso giusto.

Il Sole 24Ore, il quotidiano di Confindustria, terzo a livello nazionale per diffusione, ha pubblicato un’elaborazione dei dati sulla criminalità forniti dal Ministero dell’Interno.

Dati impietosi, che prendono in analisi le denunce presentate alle forze dell’ordine nel 2013.

La provincia di Bari si piazza al quinto posto nella poco inviadibile classifica dei furti d’auto – dopo Roma, Napoli, Milano e Catania – con 6.774 denunce.

Anche per gli altri reati la situazione non è confortante. Il Barese occupa il settimo posto per numero di scippi (con 929 reati denunciati); identico piazzamento per gli omicidi (17) dopo Agrigento, Napoli, Roma, Reggio Calabria, Milano e Torino.

Ancora un settimo posto, nel campo delle rapine: 1.534 gli episodi denunciati nella provincia di Bari nel 2013. E, con 2.401 denunce, la provincia si piazza all’undicesima posizione, a un solo gradino dalla top ten, nel fenomeno delle truffe e frodi informatiche.

Napoli, Roma, Milano, Torino, Catania, Salerno e Caserta precedono Bari nella classifica delle estorsioni: 182 denunce, che vogliono dire ottavo posto.

Posizione numero 12 nei furti in abitazione: con 4.452 denunce Bari è la prima provincia nel Mezzogiorno. Quattordicesiomo gradino della graduatoria, infine, nei furti con destrezza, con 1.941 denunce.

A questi numeri vanno aggiunti quelli del contrasto ai reati: 74,4 il rapporto degli arrestati rispetto agli episodi denunciati. E qui si apre un ultimo capitolo: la statistica, infatti, prende in considerazione solo le denunce, e non tiene dunque conto del “sommerso”. In tanti, ancora oggi, per paura o forse poca fiducia, preferiscono non riferire quanto accaduto alle forze dell’ordine: un grave errore che compromette le indagini.
 

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    … la solita fredda notizia, con elenchi, classifiche, tipologie. Nessuna reazione, nessun suggerimento, nessuno sdegno. “Panta rei”…

  • daniela zeta (utente non verificato)

    Per certi reati, commessi da certe persone……. si ringrazia la politica corrotta e ladrona!