Quarto giorno di tentativi. In 50 per cercare di recuperare i corpi di Cassa e De Giorgi

La Redazione
Massimiliano Cassa

Ieri una bufera di neve e vento ha costretto le squadre di soccorso a rientrare. Oggi è stata attrezzata la discesa per permettere ad altri tecnici di scendere in sicurezza nel vallone dei Ginepri. Ma la neve blocca tutto

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Ancora nulla di fatto per quanto riguarda il recupero delle salme del coratino Massimiliano Cassa e del leccese Giovanni De Giorgi, i due alpini che hanno perso la vita venerdì scorso durante una escursione sul Gran Sasso.

Dopo quattro giorni di tentativi vani, oggi nelle operazioni sono impegnati una cinquantina gli uomini. Secondo quanto racconta il quotidiano “Il centro”, le operazioni si stanno svolgendo via terra: le condizioni meteorologiche sono proibitive da giorni e non consentono agli elicotteri di alzarsi in volo.

L’ultimo tentativo di recupero è andato a vuoto ieri, quando una bufera di neve e vento ha costretto le squadre di soccorso a rientrare. Non prima, però, di aver attrezzato la discesa per permettere oggi ad altri tecnici di scendere in sicurezza nel vallone dei Ginepri e recuperare le due salme già posizionate su due barelle ancorate sulla roccia. Tutto però continua a dipendere dalle condizioni meteo che anche oggi si presentano molto complicate in considerazione della presenza di accumuli di neve e del conseguente rischio di valanghe.

Intanto le famiglie dei due ragazzi sono ancora ospitate nella caserma dell’Aquila. Accanto ai genitori di Massimiliano ci sono anche Marzia e Valerio, la sorella più grande ed il fratello più giovane dell’alpino. Nei giorni scorsi anche altri parenti coratini hanno raggiunto la famiglia Cassa. Domenica scorsa all’interno della caserma è stata celebrata la prima messa a loro dedicata.

Nell’attesa di accogliere la salma di Massimiliano anche la chiesa cittadina ha pregato per le due vittime. Quando Massimiliano arriverà a Corato sarà portato nella chiesa dell’Incoronata, sua parrocchia di appartenenza.

Domenica durante le messe principali il parroco don Gino De Palma ha invitato la sua comunità a pregare per le famiglie dei ragazzi. «Ci resta solo questo adesso – dicono i colleghi di Giuseppe Cassa, il papà di Massimiliano – possiamo solo assicurare la nostra vicinanza nella preghiera. Fisicamente siamo qui, ma spiritualmente attendiamo insieme a tutta la famiglia che Massimiliano possa tornare a casa».

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