Economia pugliese, Corato è la quindicesima forza

Giuseppe Gallo
Piazza Sedile

Dai dati emersi durante il meeting Obi tenutosi a Sorrento tra il 7 e l’8 novembre scorsi, l’economia pugliese godrebbe di buona salute e la nostra città è tra le prime produttrici di ricchezza della regione

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La fiducia è normalmente considerata uno dei fattori umani dell’economia. Andamento ottimale quando se ne respira il gradevole odore, disastroso nel momento in cui si volatilizza.

Piacevoli notizie giungono in tal senso dal’Osservatorio regionale banche-imprese di economia e finanza (Obi).

Dai dati emersi durante il meeting tenutosi a Sorrento tra il 7 e l’8 novembre scorsi, l’economia pugliese godrebbe di buona salute e la nostra città è tra le prime produttrici di ricchezza in Puglia. Per l’esattezza, Corato si piazza al quindicesimo posto, alle spalle di diversi colossi come i capoluoghi di provincia.

Le previsioni dell’osservatorio per i prossimi due anni si mostrano ancora più incoraggianti, se si considera che il Pil del tacco d’Italia potrebbe aumentare del 2% e l’occupazione di 1,4 punti percentuali.

Le attività produttive della nostra città incidono dell’1,1% sull’intero valore aggiunto (VA) su scala regionale, quantità che equivale a 618,9 milioni di euro.

Certo, non è sufficiente a scacciare i fantasmi della crisi, ma le cifre lasciano ben sperare in proiezione futura, quantomeno in campo locale. Il periodo nero sembra alle spalle. Si pensi che nel quinquennio 2008-2013 il rate dell’incidenza sul totale del VA è andato incontro a una drastica riduzione, ben il -2,6%. La cifra inquietante è facilmente interpretabile anche dai profani della materia, se la si riconduce al crollo del mercato immobiliare.

Dall’anno in corso fino al 2020, al contrario, per Corato si preannuncia un periodo di lieve e lenta risalita. Lo stesso parametro lieviterà del 2,1%. Proprio la Puglia centrale è pronta a fungere da locomotore per una ripresa che tutti attendono ormai da tanti, troppi anni.

Sono parole in chiaroscuro quelle del presidente di Obi Antonio Corvino, convinto di aver intravisto «nel Mezzogiorno piccoli sentieri virtuosi», confermando di aver «verificato una tendenza positiva alla crescita del Pil e dell’occupazione, grazie alla capacità di riuscire ad equilibrare domanda e offerta, attraverso l’integrazione dell’agricoltura, dell’industria, dei servizi e del turismo».

Su un piano macro, permangono tuttavia scarse le possibilità del Sud di uscire dalla recessione. Nessuna facile illusione – dunque – poiché, prosegue Corvino, «sospesa è la spada di Damocle della revisione della spesa pubblica sul Pil e sull’occupazione». A tutto ciò va aggiunto che «pubblica amministrazione e servizi causano ritardi spaventosi alla nostra economia», conclude l’esperto.

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Commenti

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    “godrebbe di buona salute” ma che cosa state dicendo! vi siete guardati intorno?

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    la crescita del pil non significa niente. Il pil è l’aumento del prodotto interno lordo che non tiene conto del fattore inquinamento e altri fattori. non dice per esempio che la produzione di un automobile necessita emissioni inquinanti pari a un tot. Pare che si calcoli addirittura quanto produce la prostituzione. Bi sogna pensare ad altri tipi di pil tipo quello definito “verde” che tiene conto anche di queste cose. Non so chi faccia queste statistiche ma credo che a guardarci intorno siano fuori dalla realtà