Chiusura del Giudice di pace, il Pd: «Amministrazione intervenuta fuori tempo massimo»

La Redazione
L'ufficio del Giudice di Pace

«A nulla temiamo possa valere la nota del 4 novembre inviata dal Sindaco al Ministero nella quale, in violazione del termine scaduto il 13 ottobre, l’amministrazione ha indicato il nome del nuovo dipendente da formare» dice il partito

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«L’intervento dell’amministrazione è avvenuto in palese violazione dei termini».

E’ quanto scrive il Pd di Corato a proposito delle motivazioni che hanno condotto alla chiusura dell’ufficio cittadino del giudice di pace, sancita dal decreto del 10 novembre scorso firmato dal Ministro della giustizia, Andrea Orlando.

La causa della soppressione – sanabile, secondo quanto aveva fatto sapere il sindaco Massimo Mazzili – è da attribuire «ad un problema sulla formazione di un cancelliere che per malattia non ha potuto completare il suo percorso formativo. Il Ministero – aveva detto Mazzilli – aveva comunicato che, ove ci fosse stata l’esigenza di sostituire questa persona, si sarebbe potuto fare. L’abbiamo fatto, ma poi c’è stata questa accelerazione sul decreto che noi abbiamo contestato».

Secondo il Pd, però, l’amministrazione avrebbe fornito il nominativo del sostituto oltre i termini indicati dal Ministero.

«Come noto – scrive il partito in una nota – nell’ambito della riorganizzazione degli uffici giudiziari, il Comune di Corato aveva richiesto, ottenendolo, il mantenimento della sede dell’ufficio del GdP locale, con oneri ad integrale carico del bilancio comunale. Il mantenimento, però, era subordinato al rispetto di una serie di adempimenti sanciti dal D.M. del 7 marzo 2014 emesso dal Ministero della Giustizia.

Tali adempimenti, a cominciare dall’individuazione del personale comunale da assegnare presso la sede del GdP, per giungere alla formazione dello stesso, si sarebbero dovuti concludere nel termine inderogabile del 27.10.2014. Ebbene, a conclusione di questo iter, l’Amministrazione Mazzilli ha fallito l’obiettivo del mantenimento della sede del Giudice di Pace a Corato.

Lo ha sancito il Ministero della Giustizia che con decreto del 10 novembre 2014 ha soppresso l’ufficio in questione posto che il Comune, nei prescritti termini, non ha correttamente avviato a formazione i proprio dipendenti da distaccare presso l’ufficio del G.d.P. Ebbene, il Comune di Corato non si è curato del fatto che, in particolare, il dipendente che avrebbe dovuto svolgere le funzioni di cancelliere (figura indispensabile per il mantenimento della sede) era in malattia dai primi di luglio sino al 27 ottobre; quindi, il Comune, era ben consapevole che il proprio dipendente, visto il protrarsi della malattia, mai e poi mai avrebbe potuto formarsi per poter assumere la nuova mansione.

Ben avrebbe potuto, quindi, il Comune provvedere per tempo a comunicare al Ministero un nuovo nominativo per avvicendare il dipendente impossibilitato alla formazione. Questa sostituzione si sarebbe potuta effettuare entro il termine ultimo del 13 ottobre 2014, termine ultimo concesso in extremis dal Ministero per porre rimedio, con l’indicazione di nuovo dipendente, ai casi eccezionali, quale quello verificatosi a Corato.

Ciò nonostante il Comune, con nota del 13 ottobre, invece di ottemperare alla richiesta del Ministero con la comunicazione del nuovo nominativo, ribadiva inspiegabilmente il nominativo del dipendente in malattia, pur consapevole che quest’ultimo non aveva i requisiti per assumere l’incarico di cancelliere non avendo osservato, a causa della malattia, neanche un’ora di formazione. Di fronte a questa grave superficialità dell’Ente, il Ministero non poteva che sancire la soppressione dell’ufficio del GdP.

A nulla temiamo possa valere la nota del 4 novembre 2014 inviata dal Sindaco Mazzilli al Ministero della Giustizia nella quale, in palese violazione del termine scaduto il 13 ottobre, l’amministrazione comunale ha provveduto alla indicazione di un nuovo dipendente da distaccare presso l’ufficio del GdP con mansioni di Cancelliere.

Vero è – conclude il Pd – che, anche in questa vicenda, l’Amministrazione in carica, nel solco di una triste tradizione, ha dimostrato tutta la sua inefficiente protervia i cui nefasti effetti rischiano di ricadere ancora una volta sulla comunità coratina».

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Commenti

  • francesco labietola (utente non verificato)

    Così ci fu detto quando perdemmo dalla nostra Città la Pretura, ora anche il Giudice di Pace.Solo un caso? Bisogna dare atto che le nostre ultime amministrazioni………..

  • sother (utente non verificato)

    Va bene: questo accade quando non c’è dialogo tra le parti, qualunque sia la maggioranza o la minoranza (infatti nell’articolo non risulta che l’opposizione abbia avvertito chi di dovere, sulla scadenza dei tempi o sull’improprietà dei termini del ricorso, né credo l’abbia fatto, altrimenti l’avrebbe ben sottolineato), e si aspetta con speranza ed impazienza l’inciampo del responsabile di turno, per metterlo alla gogna sui moderni “tatzebao”, usando le ormai solite e stantie frasi accusatorie. E l’ultima cosa a cui si pensa è proprio il tanto e fin troppo decantato “bene della cittadinanza”.

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    Egregio Sindaco Mazzilli. Non sarebbe più dignitoso secondo lei dire per una volta “ho sbagliato… chiedo scusa”? perchè continuare a battere su un terreno dove ormai ne esce sconfitto?

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    già fuori tempo “Massimo”. è il caso di dire