Le Iene a Corato, il legale dell’azienda coratina: «Il servizio non ha rappresentato la realtà»

La Redazione
Le Iene a Corato

Secondo il legale dell'azienda coratina coinvolta, il servizio giornalistico messo in onda dalla trasmissione Le Iene «ha rappresentato una realtà dei fatti non corrispondente al vero»

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Una nota per «riequilibrare il contraddittorio e per ristabilire la verità dei fatti». La invia l’avvocato Francesco Cifarelli in merito al servizio messo in onda una settimana fa nel corso della trasmissione di Italia 1, “Le Iene”.

L’inviato Giulio Golia si occupò di rintracciare una grossa partita di materiale informatico rubato trafugata l’estate scorsa in un deposito di Barletta e poi rinvenuta in parte all’interno di un’azienda di Corato.

Secondo il legale – che scrive proprio a nome di quest’ultima – il servizio giornalistico del programma televisivo «ha rappresentato una realtà dei fatti non corrispondente al vero».

Di seguito la nota integrale dell’avvocato e la missiva inviata alla redazione delle Iene.

«Nel corso della trasmissione andata in onda su Italia Uno mercoledì 5 novembre – scrive l’avvocato Cifarelli – l’inviato de “Le Iene” Giulio Golia ha trattato il caso della denunzia di un furto di merce verificatosi in Barletta nello scorso mese di giugno e del successivo rinvenimento di tale refurtiva, grazie all’intervento della trasmissione medesima.

-In questa occasione, come in numerose altre, Le Iene hanno avuto l’indiscusso merito di avere sopperito a manchevolezze altrui e, tuttavia, nel confezionare il servizio televisivo non hanno saputo resistere alla tentazione di mettere alla gogna mediatica chi, pur essendo come molti altri parte lesa nella vicenda, ha finanche prestato (senza esserne minimamente tenuto) la massima collaborazione per chiarire i fatti che riguardavano la loro inchiesta; il tutto nell’assoluto disinteresse del danno economico e di immagine scaturente .

– Infatti, dopo la visita effettuata dal sig. Golia e dalla sua troupe nella mattinata del 9.10.14 presso l’Executive Center di Corato  e gli ampi chiarimenti ottenuti anche dal sottoscritto nel primo pomeriggio, veniva inviata a quest’ultimo il 14 ottobre successivo una formale missiva nella quale si spiegava e documentava la assoluta regolarità -sul piano commerciale- dell’operato del mio assistito e contemporaneamente si invitava la trasmissione a trattare la vicenda con la dovuta cautela (senza volere per questo limitare il sacrosanto diritto di cronaca)».

Di seguito la missiva inviata dall’avvocato Cifarelli (citata in trasmissione) ma di fatto censurata:

«Gentile sig.Giulio Golia, Redazione “Le Iene”, Italia 1, posto che nel corso dell’accesso alla sede ditta del sig. Petrone, a telecamere accese, sono stati formulati addebiti riguardanti presunti reati commessi dal sig. Petrone nell’ambito della sua attività commerciale, voglio precisare che il mio assistito, una volta venuto a conoscenza di quanto accaduto, ha spontaneamente fornito all’ autorità giudiziaria copia della documentazione attestante la regolarità dell’acquisto della merce presso il fornitore “Carto Modul Center” di Porro Giuseppe con sede in Andria a p.zza Unità d’Italia n°1,2,3.

1) In particolare, i beni poi oggetto di sequestro (alimentatori per pc 500 w/150 w, microfoni) sono stati acquistati (insieme ad altri articoli di diversa natura, quali Mokissima Bialetti, estranei alla denuncia) in due tranche : fattura accomp. n° 685/14 di €.718,17 del 14.7.14 e fattura accomp. n.518 del 21.8.2014 di €.5.277,45.

-Tali importi sono stati regolarmente pagati con corrispondenti assegni bancari e la suddetta merce  è stata successivamente commercializzata nel mercato on-line del settore (e-bay e sito aziendale), peraltro senza particolare successo di vendita (avendo ancora in magazzino la maggior parte dell’ordine effettuato).

2) Inoltre, le illazioni ascoltate circa un presunto prezzo di acquisto non corrispondente a quello di mercato, sono completamente destituite di fondamento, come verificherà dai files allegati alla e.mail contestualmente inviatale contenenti la stampa di offerte di articoli similari (ed addirittura della marca dello stesso importatore sig. Romolo Cilli- ditta St@rt !) venduti on line al pubblico ad un prezzo finale praticamente identico a quello effettuato dal sig. Petrone che, sino ad oggi, si è prevalentemente occupato della commercializzazione on line di articoli provenienti da stock “fine serie”, stock di invenduti ovvero di merce proveniente da aziende in liquidazione.

– Infatti il detto prezzo al dettaglio è costituito dalla sommatoria del prezzo rivenditore + commissione portale e-bay + ricarico 20/30% + iva. 

3) Nè mai prima della Vostra visita il sig.Pierluigi Petrone era stato informato da alcuno (ditta St@rt ovvero dalle autorità giudiziarie o di polizia) della denuncia presentata mesi prima e, comunque, della provenienza illecita di tale merce.

4) Auspico che nella eventuale messa in onda di un servizio riguardante la vicenda non venga rappresentata una realtà dei fatti non corrispondente a quella testè evidenziata (facilmente documentabile), tanto più approssimandosi l’apertura del punto vendita al dettaglio presso l’Executive Center della ditta Doppio Click.   …..”».

«In maniera del tutto consapevole, pertanto – prosegue Cifarelli – chi ha confezionato il servizio poi trasmesso:

– ha rappresentato una realtà dei fatti non corrispondente al vero (vedasi l’incipit sulla vendita di merce “a prezzi stracciati a danno di un concorrente” da parte del sig. Petrone), posto che, per di più la ditta rappresentata dal sig. Cilli Romolo è importatrice dalla Cina, ed i relativi prodotti, una volta messi in commercio nel mercato nazionale possono essere venduti e rivenduti da chiunque senza nessun diritto di presunta esclusiva ; 

– ha voluto accomunare, attraverso un montaggio velenoso, la posizione del fornitore Carto Modul Center -che ha riconosciuto di avere acquisito e commercializzato una intera partita di merce rubata (rinvenuta poi occultata per la gran parte in un deposito di Andria)-,  con quella di un operatore commerciale al dettaglio, reo soltanto di avere acquistato in buona fede -fino a prova contraria- merce dalla stessa Carto Modul Center (come numerose altre aziende della zona);

– ha mostrato (guarda caso debitamente offuscata) la missiva di chiarimenti testè indicata, leggendone solo un rigo,  pur di rendere plausibile “la narrazione accusatoria” e pseudo giornalistica operata.

Seguirà, pertanto una diffida nei confronti della redazione de Le Iene con richiesta di rettifica. Molto altro ci sarebbe da dire sulla costruzione del servizio e le conseguenze lesive di quanto accaduto (visto il clamore con cui  numerose testate hanno riportato il servizio televisivo in questione)».

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Commenti

  • michele p (utente non verificato)

    Ben fatto,Pierluigi è un amico, ma soprattutto una persona perbene