Il Ministero chiude l’ufficio cittadino del giudice di pace

La Redazione
L'ufficio coratino del giudice di pace

La doccia fredda è arrivata attraverso il decreto firmato due giorni fa dal Ministro della giustizia. Il sindaco: «La sede è a disposizione, il personale pure: ritengo che la situazione sia recuperabile». L'opposizione: «Fallimento»

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Corato perde il giudice di pace.

La doccia fredda è arrivata attraverso il decreto del 10 novembre scorso con cui il Ministro della giustizia, Andrea Orlando, ha definito gli uffici del giudice di pace mantenuti e quelli soppressi ed accorpati.

La sede cittadina, purtroppo, compare in questo secondo elenco insieme a quelle di tante altre città. Quando la chiusura diverrà effettiva, Corato dovrà rivolgersi agli uffici di Trani. Nella zona verranno chiusi anche le sedi di Acquaviva, Bitonto, Casamassima, Gioia del colle, Modugno, Rutigliano, Minervino, Molfetta e Ruvo.

Nel decreto si legge che «il monitoraggio della fase formativa ha evidenziato specifiche criticità connesse sia alla consistenza numerica della dotazione di personale, sia ai requisiti professionali richiesti per assicurare adeguato supporto all’attività giurisdizionale, con particolare riferimento alla mancanza di unità con inquadramento idoneo a consentire di svolgere le funzioni proprie del cancelliere; l’attribuzione all’ufficio di una dotazione minimale risulta assolutamente insufficiente per assicurare un corretto funzionamento del servizio giudiziario, anche sotto il profilo della mancata garanzia del presidio in caso di assenza dell’unica unità assegnata».

La chiusura – secondo quanto ha fatto sapere il sindaco Massimo Mazzili – è da attribuire «ad un problema sulla formazione di un cancelliere che per malattia non ha potuto completare il suo percorso formativo.

Il Ministero aveva comunicato che, ove ci fosse stata l’esigenza di sostituire questa persona, si sarebbe potuto fare. L’abbiamo fatto, ma poi c’è stata questa accelerazione sul decreto che noi abbiamo contestato. Ora siamo in contatto con capo dipartimento e uffici ed attendiamo di essere sentiti direttamente a Roma. La sede è a disposizione, il personale pure: ritengo che la situazione sia recuperabile. Ci batteremo per questo».

Non si è fatta attendere la replica dell’opposizione. 

Per il Pd «l’amministrazione Mazzilli/Perrone fallisce l’obiettivo del mantenimento del Giudice di Pace a Corato».

«Avevo preannunciato solo pochi giorni fa che il rischio era altissimo» ha invece affermato Renato Bucci di Progresso comune. «L’Amministrazione non è riuscita a “coprire” le esigenze di organico. Dopo aver vantato il mantenimento dell’ufficio, esaurito l’effetto spot, l’Amministrazione registra l’ennesimo fallimento. E si sappia: questo flop ha una causa ben precisa.

L’Amm.ne infatti volle forzosamente destinare al Giudice di Pace un dipendente che non aveva nè competenze appropriate nè alcuna disponibilità ad inventarsele di sana pianta. Perchè? Era forse necessario allontanarlo dagli uffici comunali perchè “scomodo”. Ne è nata una disputa mai risolta in questi mesi. Ora la città tutta paga a caro prezzo non solo l’incapacità amministrativa, ma anche l’arroganza e la prepotenza di questi piccoli feudatari della politica, ai quali di certo non mancherà mai una comoda poltrona, magari in prima fila, a teatro, ad ammirare Iva Zanicchi».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Le varie opposizioni che si alternano alle maggioranze, sia a livello nazionale che periferico, lanciano dardi avvelenati verso la controparte, non sapendo che siamo tutti sulla stessa barca e che poi toccherà a loro ricevere lo stesso per nulla costruttivo trattamento. Estrapolandosi dalla realtà italiana ed assumendo l’occhio dell’osservatore “normale”, si noterà pienamente questo abominio. In questa pochezza di contenuti e di intenti passano, inutili, gli anni… “Paga la cittadinanza”: e qui campeggia un grosso equivoco. Paga infatti solo una parte della cittadinanza: quella minoritaria, cioè, che non è d’accordo sulle varie politiche di gestione della cosa pubblica. Il resto, la maggioranza, anche solo tacendo, ne avalla direttamente o indirettamente l’operato. “Chi è causa del suo mal …”.

  • Pina Lobascio (utente non verificato)

    Buonanotte ai suonatori …

  • fiorenzospina (utente non verificato)

    ritengo che ritieni male