I residenti di piazza Buonarroti al Comune: «La potatura degli alberi è uno scempio»

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«Se la nostra piazza fosse un quadro sarebbe una natura morta che evoca in noi residenti l’urlo di Munch» dicono
In vista del consiglio comunale di questo pomeriggio, un gruppo di residenti di piazza Buonarroti si rivolge all’amministrazione attraverso una nota che riportiamo di seguito integralmente. Il centro della riflessione è il verde pubblico della piazza in cui risiedono.
«Noi – scrivono i residenti di piazza Buonarroti – ringraziamo l’amministrazione comunale per aver accolto la nostra istanza pubblica sulle testate locali. Apprezziamo il vano tentativo di ricorrere ai ripari con un intervento tempestivo sin dal giorno seguente la pubblicazione del nostro comunicato.
Invitiamo tutti gli amministratori, magari prima del consiglio comunale che si terrà oggi pomeriggio, a farsi una passeggiata nel nostro quartiere al fine di supervisionare l’obbrobriosa potatura degli alberi.
Se non avete tempo non ci sono problemi: abbiamo scattato una foto. Non siamo maestri di pota, ma dalle nostre esigue conoscenze al ramo riteniamo che questi lavori rasentino lo scempio. Se la nostra piazza fosse un quadro sarebbe una natura morta che evoca in noi residenti l’urlo di Munch.
Poiché non ci limitiamo alla mera e sterile critica proponiamo che i lavoratori a tempo possano seguire dei corsi di formazione professionale al fine di imparare ed affinare le tecniche di pota e magari appassionarsi ad un mestiere in via d’estinzione: l’agricoltore.
Non ci riteniamo soddisfatti di questo esiguo intervento in quanto ci auspichiamo che la piazza in cui viviamo possa essere oggetto di un serio progetto di riqualificazione e valorizzazione. Siamo inoltre consapevoli che chiedere ai nostri amministratori l’installazione di un sistema di videosorveglianza sia troppo.
Auspichiamo però che l’emergenza sociale piaga sempre più costante di piazza Buonarroti, come già sottolineato negli scorsi comunicati crocevia della dipendenza patologica, possa essere seriamente affrontata per garantire maggior sicurezza ai residenti e non del quartiere.
Osiamo almeno chiedere che la piazza possa essere maggiormente sorvegliata dalle forze dell’ordine.
Siamo consapevoli che a Corato non esista solo piazza Buonarroti ma anche altre piazze (ne citiamo alcune piazza Grenoble, piazza Parini) o vie da decenni mai asfaltate in zona Barbaschello ad esempio, che urgono anch’esse di interventi riqualificanti. Invitiamo i nostri concittadini a svegliarsi dal letargo».
Commenti
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I giardinetti, con il tramonto educativo, sono diventati sempre più luogo di degrado e di dubbie attività. Nelle grandi città è giusto piantare alberi. Meno dovrebbe essere sentita, tale necessità, in un paese completamente circondato dalla campagna. Comunque, se la protesta sortisce qualche effetto, ben venga. Ma gli stessi abitanti del rione dovrebbero capire che, se per ottenere qualcosa che dovrebbe essere loro dato naturalmente, sono costretti a protestare, allora si devono rassegnare all’idea che qualcosa non funziona.







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