Luigi Tosti presenta “The Cancer”: «Facciamo attenzione alle case farmaceutiche»

Flavia Ferrante
Tosti

Un romanzo che nella sua trama scopre i problemi che spesso i ricercatori motivati si ritrovano ad affrontare nel loro scontro-incontro con le case farmaceutiche

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“Quanto sappiamo, o crediamo di sapere, sulla ricerca? Le fonti diffuse dai media sono attendibili? Le terapie oggi disponibili per determinate malattie sono sicure? In che modo un male può essere un colossale affare?”

Queste le domande che hanno spinto Luigi Tosti, scrittore coratino, a scrivere e pubblicare il suo ultimo romanzo The Cancer- silenzi e verità nascoste dall’industria, presentato venerdì scorso presso la biblioteca comunale nell’incontro organizzato dall’associazione locale Terra e cuore.

Introdotto da Luca Cifarelli e moderato dal giovane medico Marco Loiodice, Luigi Tosti ha spiegato durante l’incontro le difficoltà, gli aneddoti e le curiosità che uno scrittore incontra quando decide di affrontare un argomento delicato quale può essere il cancro e le terapie ad esso associate.

«L’incontro si colloca in una serie di incontri di approfondimento per argomenti di attualità che organizzeremo con l’associazione Terra e cuore – ha spiegato Cifarelli introducendo l’autore – siamo qui per presentare “The cancer”, l’ultimo romanzo di Luigi Tosti, romanzo che va in controtendenza rispetto agli altri perché ha un argomento molto impegnativo, questo incontro si pone l’obiettivo di lasciare le successive valutazioni ai lettori ed è anche per questo che la scelta per il moderatore è caduta su un giovane medico, Loiodice, che si impegnerà stasera ad approfondire e anche ad avvallare ciò che Luigi dirà».

Un tema internazionale dunque, quello dibattuto durante la serata perché, come ha sottolineato Loiodice «il romanzo si pone l’obiettivo di denunciare una corruzione all’interno di un sistema internazionale, quello delle case farmaceutiche. L’argomento si deve affrontare con gli occhi aperti e lo spirito critico e credo non sia casuale che l’autore, giunto oramai al suo sesto romanzo, in un percorso ricco di premi, si sia soffermato per la prima volta su di un tema così delicato».

A conferma delle affermazioni di Loiodice ha è intervenuto Tosti che ha innanzitutto chiarito le motivazioni della sua scelta: «oggigiorno le case farmaceutiche ci hanno abituato ad una condizione di dipendenza assoluta dai farmaci, siamo a vita sotto il controllo farmaceutico in quanto l’abitudine diffusa è quella di gestire e non risolvere i problemi di salute.

Ciò che più mi ha spinto a scrivere questo romanzo è stato il contatto frequente con ammalati di cancro. I dati forniti dalle case farmaceutiche ci parlano di un incremento dei malati che al cancro sfuggono ma ciò, purtroppo, non è vero: negli ultimi anni c’è stato un incremento dei decessi per questo male.

I dati sono falsi e giungono attraverso una “manomissione” delle statistiche: una persona che dopo cinque anni di terapie non presenta più i sintomi si dice guarita ma, nel caso si presenti una ricaduta, il cancro non sarà considerato come causa della morte».

Con un’analisi delle spese e degli sprechi sulla ricerca Tosti ha aggiunto: «più di una volta all’anno ci ritroviamo davanti a raccolte fondi per la ricerca, è importante sapere che di quei fondi solo il 30% viene in realtà usato per la ricerca, il resto viene investito in pubblicazioni sulle riviste di settore ciò spiega il perché i giovani ricercatori sono sotto pagati. Ho voluto indagare sul perché ciò avvenisse e di risposte ne ho trovate, risposte che ho incluso in questo Action-triller che contiene fatti reali e dati reali».

Un lavoro che ha voluto molto tempo per la difficoltà che l’autore ha avuto nel reperire informazioni: «certo è un romanzo ma non potevo scrivere fesserie. Molti medici non sono stati collaborativi e anzi hanno cercato di mettermi il bastone tra le ruote. Fondamentale è stato l’aiuto di una dottoressa del Policlinico di Bari».

Un romanzo che nella sua trama scopre i problemi che spesso i ricercatori motivati si ritrovano ad affrontare nel loro scontro-incontro con le case farmaceutiche, ma parla anche dell’interesse che queste ultime hanno nel diffondere il terrore per malattie contagiose, cosa che in quest’ultimo periodo sta accadendo con l’Ebola, o nel nascondere terapie naturali o precauzioni nell’alimentazione come precauzione o cura per il così detto Mal du siecle.

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