Il sindaco agli olivicoltori: «Non abbiate fretta di vendere l’olio, ma attendete il momento giusto»

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«I produttori non devono aver fretta in questo momento di vendere l'olio o peggio ancora le olive, ma devono seguire il mercato, le sue evoluzioni e peculiarità per saper trarre il massimo profitto al momento giusto» dice Mazzilli
L’appello del sindaco Massimo Mazzili a valorizzare la “cultivar coratina” e a non svendere il proprio olio, ma ad attendere il momento giusto per commercializzarlo.
«Con l’avvio inoltrato della campagna olivicola – scrive Mazzilli – sento il dovere innanzitutto di rimarcare la nostra tipica traccia identitaria che è costituita, in ambito agroalimentare, dalla Cultivar coratina, apprezzata universalmente, oltre che per la sue alte qualità, anche per le sue spiccate proprietà salutistiche.
I nostri produttori, piccoli e grandi, devono essere coscienti di questo ed essere orgogliosi di questa dote che tutti ci invidiano e che dobbiamo proteggere da alterazioni o altro.
Per questo rivolgo loro l’appello a valorizzare le nostre produzioni olivicole, a saperle presentare anche commercialmente, perché è finito il tempo in cui il nostro olio cosi come il nostro vino servivano per aumentare la qualità di quello di altre realtà.
Faccio queste osservazioni non a caso, ma soprattutto perché quest’anno il mercato è anomalo. Difatti, sta accadendo che la produzione è ai minimi, le importazioni ai massimi storici (+273% di provenienza spagnola) dato che senza tracciabilità comporta che nelle bottiglie finisce olio proveniente da qualsiasi parte del mondo, venduto con etichette italiane.
Si richiede olio di qualità e il nostro olio extravergine è il migliore, le nostre olive sono richieste addirittura per dare l’impressione, in altre parti d’Italia, che i frantoi possano addirittura dare l’impressione di un regolare funzionamento.
I nostri produttori non devono aver fretta in questo momento di vendere l’olio o peggio ancora le olive, ma devono seguire il mercato, le sue evoluzioni e peculiarità per saper trarre il massimo profitto al momento giusto. Non si è mai visto che in periodo di produzione la quotazione dell’olio extravergine da “coratina” sia ben oltre i 5 euro al kg.
Adesso è il momento giusto per pensare all’organizzazione di produttori di olio extravergine da cultivar “Coratina”, il momento in cui i nostri produttori con ottica e strategia lungimirante inizino ad agire in modo tale da influenzare il mercato e di adoperarsi per finalmente, qualificare il nostro eccezionale olio. Adesso è il momento dell’orgoglio, della fierezza di quanti con i sacrifici di ogni giorno riescono a produrre un prodotto unico al Mondo, ed è giusto che possano da questo trarne il massimo profitto, dando altre prospettive e opportunità nel comparto agricolo per i nostri ragazzi.
Insomma, i nostri produttori devono incrementare la propria verve imprenditoriale, ma soprattutto fare sistema, costruire un organizzazione sinergica, quale che sia nelle forme giuridiche del consorzio o altro, ma purché si affronti con più forza il mercato.
Poiché il nostro olio giustamente è stato definito l’ oro verde, non possiamo svenderlo, ma al contrario tutelarlo, inserirlo in una strategia unitaria di marketing che lo leghi alla nostra Città.
Sono fermamente convinto, così come peraltro ho insistito in campagna elettorale, che la cultivar coratina deve essere il nostro simbolo e non solo come icona, ma come autentico volano di ricchezza per le nostre produzioni agroalimentari, che devono costituire il fulcro della nostra economia e l’amministrazione comunale per questo non farà mancare il necessario supporto in termini di scelte e strategie condivise con produttori e operatori della filiera.
Mentre scrivo sono di ritorno da Milano, dall’Assemblea nazionale dell’Anci, dove insieme ad altri sindaci abbiamo iniziato a presentare nella città dell’Expo 2015 il progetto “Cuore della Puglia” incentrato sull’elevata qualità delle nostre produzioni, tra cui l’olio extravergine d’oliva: un successo in termini di riconoscibilità e strategia, per abbinare la corretta commercializzazione in abbinamento alle iniziative per incrementare il turismo nei nostri territori. Sono ben 26 le Città aderenti e sarà mia cura coinvolgere altre città a noi vicine e a noi omogenee per produzioni e qualità territoriali, per fare in modo che della iniziativa possano poi goderne i nostri produttori e in generale la nostra gente.
In un momento così straordinario per il nostro Paese, per il nostro Mezzogiorno, per la nostra Città, questa è una rotta fondamentale per uscire dal momento di crisi stagnante e recessione, ritornando a contare e crescere da quei valori – il rispetto e le peculiarità della nostra terra – che hanno permesso alla nostra Città di essere tra le più dinamiche e intraprendenti dell’intera regione».
Commenti
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Forza , coraggio e capacità professionali…………………..CERCASI ! Ognuno deve fare la sua parte. Il nodo scorsoio è la commercializzazione . Quando finiranno gli aiuti alla produzione (integrazioni vere o fasulle) voglio vedere.







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