Largo Abbazia, i lavori di riqualificazione riprendono domani. Le immagini

La Redazione
Largo Abbazia

I lavori sembravano essersi fermati. Amorese: «riprendiamo domani. Dovevamo concedere una settimana alle quattro aziende di servizi – Telecom, Italgas, Acquedotto pugliese ed Enel – per effettuare eventuali verifiche»

2 commenta

Lunedì scorso è stato annunciato l’inizio dei lavori di riqualificazione di largo Abbazia ma, nei giorni a seguir,e le attività sembravano essersi fermate. Alcune fotografie pubblicate in rete mostravano un cantiere deserto. Immagini che hanno lasciato spazio ai commenti di chi riteneva che i lavori di fossero interrotti all’indomani dell’avvio.

«Lunedì scorso – ci ha spiegato il dirigente ai lavori pubblici Giuseppe Amorese – l’impresa appaltatrice ha provveduto a perimetrare la piazza. Nei giorni successivi è stato necessario dare seguito ad una procedura puramente burocratica: bisognava concedere una settimana di tempo alle quattro aziende di servizi – Telecom, Italgas, Acquedotto pugliese ed Enel – per effettuare eventuali verifiche».

Tra domani e martedì i lavori riprenderanno regolarmente con un obiettivo preciso: «ricalcare la tipologia della nostra tradizione, gli spazi aperti – ha confermato Amorese – devono rimanere nella loro interezza, senza renderli curtensi».

Piazza Abbazia sarà lo sbocco di tutti quei calle – via Papagni e via Moschetti per esempio – che saranno sistemati. Il soprassuolo sarà formato da lastricato di pietra, con panchine, alberi a basso fusto e aiuole. Il largo sarà a forma  di anfiteatro e manterrà le pendenze naturali, l’orografia del terreno originario che va a sfociare su via Galea che è il lato più basso di tutti.

«La piazza sarà inibita al traffico veicolare – ha specificato Amorese – non ci sarà possibilità di parcheggio. Rimarrà lambita a sud da via Galea, l’unica percorribile dalle auto per arrivare a via Duomo.

Per il resto sarà transitabile solo a piedi. Avremo un anfiteatro a gradoni, ma senza alcuna barriera architettonica, con una illuminazione pubblica molto particolare che la renderà un vero salotto».

Del progetto di riqualificazione si parlava già a febbraio 2010, con l’allora sindaco Perrone e la Pro Loco Quadratum. Il primo progetto presentato ufficialmente fu quello dell’architetto Venezia. Nell’aprile 2010 una proposta alternativa fu presentata dal progettista Rubini.

Cenni storici. È lecito chiedersi perché un quartiere tra i più miserabili e malfamati della Corato antica, nel nome faccia riferimento alla sfera religiosa. La risposta a questa domanda ricorre all’analisi di ciò che resta del quartiere: il bellissimo arco a sesto acuto visibile nel piazzale Abbazia, insieme alla meravigliosa bifora duecentesca incorporata ai muri interni della vecchia biblioteca comunale “Imbriani”, appartenevano probabilmente ad un complesso edilizio monastico-benedettino conservatosi fino al XVIII secolo e di cui oggi abbiamo solo poche tracce.

Curiosità. Largo Abbazia è stato anche set cinematografico: proprio in questa piazza diroccata, nel 1992, la regista Lina Wertmüller ha realizzato le riprese del film “Io speriamo che me la cavo” con Paolo Villaggio.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!