Economia e cultura a braccetto. Solimine: «Riscopriamo il nostro patrimonio»

Carlotta Scassillo
Giovanni Solimine al Liceo artistico di Corato

Il professore, esperto di progettazione e gestione di servizi bibliotecari, di biblioteche digitali, di cultura editoriale e promozione della lettura, ha incontrato gli studenti per discuterne

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Ha avuto luogo lo scorso giovedì l’incontro con il professor Giovanni Solimine, che ha presentato presso il liceo artistico “Federico II Stupor Mundi”  il suo nuovo libro “Senza sapere, il costo dell’ignoranza in Italia”, edito da Laterza.

Il professore, che  si occupa di progettazione e gestione di servizi bibliotecari, di biblioteche digitali, di cultura editoriale e promozione della lettura, ha incontrato gli studenti per discutere riguardo a questa importante tematica grazie alla collaborazione del Presidio del libro di Corato.

Solimine commenta il suo saggio dicendo: «Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, l’istruzione e la cultura del nostro paese viaggiavano. L’Italia investiva sulle competenze della popolazione, riconoscendone il valore, per poter anche migliorare il livello sociale della popolazione stessa».

Ma negli anni successivi lo sviluppo economico non ha più coinciso con lo sviluppo culturale – spiega – essendo ormai più circoscritto a una crescita personale ottenuta con furbizia ed intraprendenza. Si è cominciato ad investire sul presente e non più sul futuro. Senza gli investimenti su innovazione, crescita e competenze l’Italia è rimasta “Senza sapere”.

Nel suo lavoro, inoltre, il professore parla del rapporto tra tecnologia e cultura: «le tecnologie ci rendono più facile rispetto al passato l’accesso alla conoscenza. Ma i frammenti di conoscenza che la tecnologia ci dà, ci illudono di sapere tutto ciò che c’è da sapere. È il cosiddetto nozionismo. Gli studenti non sono dei sacchi da riempire con quantità enormi di informazioni, ma sono persone che devono crescere anche con la consapevolezza e la capacità di usare le proprie informazioni che solo la scuola può trasmettere. Perché conoscenza e sapere si possono e si devono trasmettere».

Il docente passa poi a confutare la tesi secondo la quale in Italia ci sarebbero troppi laureati: «le poche lauree in Italia non dipendono solo dalla cattiva qualità della formazione che lo studente riceve, nonostante l’istruzione debba indubbiamente migliorare, ma anche dalla scarsa capacità di assorbire le informazioni che produciamo, che tutti gli studenti producono».

“Senza sapere” denuncia numerosi risvolti negativi della attuale cultura dello Stivale, ma si concede allo stesso tempo anche un po’ di ottimismo, poiché possiamo e dobbiamo investire sulla conoscenza e sulle capacità.

Solimine conclude così il suo intervento: «invito tutti voi a non vedere la cultura come un  patrimonio a noi tramandato dal passato, ma come un patrimonio di cui ciascuno di noi è comproprietario per condividerlo con gli altri».

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