L’oro verde fa gola. Nelle campagne aumentano i furti di olive

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Nelle ultime due settimane si sono già registrati almeno una quindicina di furti di olive, alcuni denunciati e altri no. Loiodice, presidente Unapol: «la situazione è allarmante»
L’oro verde delle nostre campagne sta facendo gola a molti. Nelle ultime due settimane le forze dell’ordine e gli istituti di sorveglianza privata hanno registrato almeno una quindicina di furti di olive. In alcuni casi i proprietari hanno denunciato il fatto, in molti altri no.
La stagione della raccolta delle olive è iniziata ormai da qualche tempo e il prezzo di mercato, vista la scarsa quantità del prodotto, è in continuo aumento: ieri era addirittura a 75 euro al quintale. Il fenomeno dei furti cresce proporzionalmente e si sta verificando un po’ ovunque, in particolare però nelle zone più prossime al territorio andriese e al Capitolo.
Sebbene qualche episodio di questo genere capiti ogni anno, salta agli occhi il fatto che per l’annata 2014 i casi siano abbastanza numerosi già all’inizio della raccolta. «Complice la crisi – ipotizza Nicola D’Introno, presidente del consorzio guardie campestri – stiamo assistendo ad un fenomeno in aumento sia a Corato che nei comuni vicini».
«In due occasioni – racconta D’Introno – siamo riusciti a sventare altrettanti tentativi di furti di olive che si stavano consumando nei terreni dei nostri associati. Abbiamo potuto recuperare la refurtiva e consegnarla ai legittimi proprietari». Questo però non sempre accade e il fenomeno sta inducendo molti piccoli proprietari ad anticipare la data di raccolta per il timore di essere derubati.
Per una maggiore prevenzione del fenomeno il consorzio ha intensificato il servizio di vigilanza ma chiede collaborazione: «è importante che gli agricoltori segnalino persone o mezzi in atteggiamento sospetto. Spesso questo genere di furto è preceduto da “sopralluoghi” e verifiche sul territorio da parte dei ladri».
Già nell’ultimo consiglio comunale la questione era stata sollevata dal capogruppo del Pd, Tommaso Loiodice. Il suo ruolo di presidente dell’Unione nazionale associazioni produttori olivicoli (Unapol) lo spinse a lanciare l’allerta: «cerchiamo di creare coordinamento tra le forze dell’ordine per non sottovalutare il problema dei furti di olive dai campi».
Dopo pochi giorni la situazione da sembrare solo “un rischio” si è palesata come certezza.
«Sono a conoscenza – ci conferma Loiodice – di innumerevoli casi di furto che spesso restano nel silenzio. La situazione è allarmante. Non c’è da stupirsi: è tutto il linea con la situazione di disagio sociale che stiamo attraversando. Conti alla mano un quintale di olive venduto significa una giornata di lavoro guadagnata».
A creare danno agli agricoltori pare non essere solo il furto in quanto tale ma anche il modo in cui le olive vengono tolte dalla pianta.
«Le olive quest’anno cadono molto facilmente – spiega Loiodice – perciò i ladri non hanno bisogno di usare verghe o scuotitori. In molti casi stanno recidendo interi rami per sbatterli sui teli e poi lasciarli sul terreno. E’ facile immaginare quali danni provocano agli ulivi».
«Come presidente Unapol – conclude Loiodice – sto valutando di fare un appello pubblico anche a chi poi compra le olive. Chi è del settore può facilmente notare le differenze tra chi ogni anno vende il prodotto della propria terra e i “volti sconosciuti”».
Più al riparo da questo rischio sono sicuramente le cooperative in cui solo i soci possono conferire il prodotto. Diverso è per i frantoi.
Nella prossima commissione sicurezza – convocata per martedì 11 novembre alle 18 – il Pd porrà nuovamente la questione all’attenzione del governo cittadino perché si metta in atto una strategia condivisa dalle forze dell’ordine.
Commenti
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Non è che l’oro verde fa gola ai ladri….è che ladri e famiglie hanno bisogno di mettere qualcosa in gola! C’è proprio l’istigazione a delinquere da parte delle istituzioni che non sono più in grado di garantire lavoro per una vita dignitosa. Si facessero un esame di coscienza…tutti!







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