Piano urbanistico generale. Fuzio: «Sarà concluso entro luglio 2016»

© Vito Gallo
Il sindaco Mazzilli: «il Pug non è un documento fatto solo di cifre o indici: contiene i punti salienti su cui questa città vuole basare la sua crescita dei prossimi anni, economica e non solo»
«Un incontro formale più che sostanziale per chiarire lo stato dell’arte del Pug, il Piano urbanistico generale». Nicola Fuzio, progettista del Pug, ha definito così la conferenza che ieri – in una gremita sala consiliare – ha messo a confronto l’assessore regionale al territorio Angela Barbanente, l’amministrazione comunale e i tecnici.
Con la delibera di giunta dell’8 agosto il percorso di formazione del Pug interrotto nel 2012 ha ripreso le sue attività e ieri ne sono stati chiariti gli step già realizzati e le prossime fasi. Stando al cronoprogramma presentato da Fuzio, nella peggiore delle ipotesi, il Pug dovrebbe essere concluso entro luglio 2016.
«Il Pug – ha chiarito da subito il sindaco Mazzilli – non è un documento fatto solo di cifre o indici: contiene i punti salienti su cui questa città vuole basare la sua crescita dei prossimi anni, economica e non solo. Il Comune, sia per le imprese che per il cittadino, non deve essere un ostacolo da superare ma un facilitatore».
Per la definizione del Pug l’amministrazione ha dato delle indicazioni precise. «Da un lato dobbiamo evitare la cementificazione, la costruzione indiscriminata, e dall’altro dobbiamo preoccuparci di riqualificare il patrimonio edilizio esistente, ridurre l’impronta ambientale sul territorio, potenziare i servizi per la collettività (cura del verde, arredo urbano, mobilità) e sviluppare forme di partenariato pubblico privato che risponda alle esigenze di entrambi».
Oltre che del Pug, il Comune ha bisogno anche di un nuovo regolamento edilizio e di un regolamento igienico sanitario che serva ad agevolare il compito delle attività economiche che oggi vogliono insediarsi sul territorio. «Dobbiamo dotarcene in tempi rapidi, concreti e ponderati» ha sottolineato Mazzilli.
Nel lungo elenco delle incombenze legate all’urbanistica il primo cittadino ha citato anche «la necessità dell’adeguamento al Pptr, le modifiche al piano comunale dei tratturi, l’evoluzione del piano per gli insediamenti produttivi individuato su via Trani e lo studio per come rendere più fluida l’operatività delle attività che già sono insediate sul territorio».
In ultimo dalle linee di indirizzo dell’amministrazione emerge anche la volontà di costruire un nuovo polo per gli studenti coratini «poiché – ha ammesso il sindaco – l’edilizia scolastica coratina è datata nel tempo, in tante scuole mancano gli spazi esterni, non è più rispondente ai flussi di traffico, alle necessità delle famiglie e dei ragazzi».
Confermato anche l’indirizzo di voler accrescere le potenzialità del centro antico che, insieme ad agricoltura, piccola manifattura, buon commercio di vicinato e artigianato – secondo il sindaco – sono stati i settori trainanti del secondo dopoguerra, capaci di portare l’Italia a determinati livelli.
Questa “visione” del Pug delineata dall’amministrazione coratina, ha trovato piena condivisione nei commenti dell’assessore Barbanente che, per prima cosa, ha espresso i suoi ringraziamenti al senatore Perrone – in qualità di presidente Anci – e al sindaco Mazzilli.
Particolarmente interessanti due degli spunti offerti dalla Barbanente. Il primis l’attenzione alla conformazione dell’ambiente e agli edifici già esistenti: «la riqualificazione del territorio è un passaggio obbligato perché fin ora abbiamo “consumato tanto territorio” occupandone a dismisura e spesso non curandoci della permeabilità dei suoli che poi ci ha portato ai disastri generati dalle alluvioni o dalle forti piogge.
Una società che costruisce ma lascia in abbandono gli edifici storici e il patrimonio strutturale che già ha, diventa insostenibile sia da un punto di vista ambientale che economico.
Le indagini statistiche del Cresme dimostrano che gli unici valori di segno positivo che abbiamo nel settore delle costruzioni sono proprio nell’ambito del recupero e della riqualificazione. La maggior parte dell’invenduto si concentra invece nelle zone periferiche perchè i cittadini sanno che in quelle zone non avranno mai i servizi e le infrastrutture (trasporto, scuole, biblioteche, gestione rifiuti per esempio).
Facciamo attenzione a non ignorare che la nostra è una società dei rifiuti. Occorrono spazi dedicati a riciclaggio e raccolta differenziata».
Attualissima poi – in riferimento alle ultime vicende della nostra città – la riflessione della Barbanente riguardo al rapporto tra amministrazione e attività private. «Dobbiamo dare risposte tempestive agli imprenditori. I tempi delle pubbliche amministrazioni devono essere rapidi: va garantita la certezza di poter ampliare, ri-localizzare, riconvertire, cambiare destinazione d’uso alle attività produttive.
Gli urbanisti a volte esagerano nel dettagliare le destinazioni d’uso – e lo dico da urbanista – per quanto attiene soprattutto alle attività produttive. Diamoci come obiettivo quello di favorire l’attività, soprattutto se non contrasta con la compatibilità. Vanno ovviamente sempre tutelati i cittadini: se, per esempio, stiamo in un contesto in cui prevale la residenza, non possiamo avere attività inquinanti o rumorose».
Il Pug è uno strumento funzionale a perseguire questa direzione. E’ fatto di due parti, una strutturale (sottoposta alla verifica di compatibilità regionale) e una programmatica che può essere modificata a livello comunale.
I progettisti del Piano sono stati chiamati a luglio 2014 dall’amministrazione comunale per riavviare i lavori e hanno presentato una relazione che ha toccato cinque argomenti: stato del processo di formazione del Pug (avviato nel 2005), processo partecipativo svolto, obiettivi dell’azione del Comune di Corato, valutazione ambientale strategica e atti per riavviare formalmente il procedimento.
«Arrivati alla definizione del Pug strutturale – ha spiegato Fuzio – l’amministrazione ci ha chiesto cosa mancasse, quali fossero gli aspetti carenti. Abbiamo rilevato la mancanza della valutazione ambientale strategica che orienti le scelte urbanistiche tenendo conto delle criticità ambientali e per porre rimedio a questa lacuna il Comune ha firmato una convenzione con l’Agenzia territoriale per l’ambiente del patto nord barese ofantino».
Il cronoprogramma per la formazione del Pug si compone di dodici fasi e attualmente si è nell’ottava, in piena formazione del Piano. Dovrà immediatamente seguire la definizione del rapporto ambientale. Quando sarà pronto il Pug strutturale il Comune potrà avviare con la Regione la seconda conferenza di copianificazione per condividerne i contenuti (febbraio 2015). Dopo si passerà alla fase delle osservazioni e delle controdeduzioni, all’approvazione da parte del consiglio comunale e poi alla fase del parere di compatibilità della Regione Puglia rispetto ai piani sovraordinati. La conclusione dei Pug, nel peggiore dei casi, dovrebbe avvenire nel luglio 2016.
«Sottolineo – ha concluso Fuzio – l’importanza della chiusura del tavolo tecnico con l’Autorità di bacino: avere una definizione precisa, puntuale e condivisa sulle aree a pericolosità idraulica è un passo fondamentale per noi che dobbiamo affrontare la pianificazione del Pug».
Commenti
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sono anni che si parla di riqualificare la zona belvedere …vi fate vedere solo in presenza delle votazioni..







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