In quattro passano da Ncd a Fratelli d’Italia-An. Quinto: «Subito all’opera per le regionali»

La Redazione
Fratelli d'Italia-An

Enzo Mastrodonato, Luigi Di Ciommo, Domenico Caterina, Nunzia Mazzilli: «abbiamo scelto FdI-An perché rispecchia i valori che da sempre ci legano all'area di destra»

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Cambio di casacca per Enzo Mastrodonato, Luigi Di Ciommo, Domenico Caterina e Nunzia Mazzilli. Dopo aver ricoperto ruoli nel direttivo provvisorio del Nuovo Centro Destra, ora i quattro hanno deciso di proseguire l’attività politica con Fratelli d’Italia-An.

«Abbiamo scelto questo partito – spiegano in una nota – perché rispecchia i valori che da sempre ci legano all’area di destra; abbiamo osservato dall’esterno l’entusiasmo e l’ottimo lavoro del partito e abbiamo scelto di entrarvici con grande orgoglio», hanno dichiarato Mastrodonato, Di Ciommo, Caterina e Mazzilli.

«Porteremo avanti il progetto di Fratelli d’Italia-An e lavoreremo sui punti fermi che ne caratterizzano il programma, puntando alla crescita del partito guidato da Giorgia Meloni».

Una calda accoglienza ai nuovi arrivati è stata assicurata dalla dirigenza provinciale e da Marcello Gemmato, portavoce regionale che hanno sottolineato «l’attivismo del gruppo già esistente e del valore aggiunto che le nuove figure porteranno al lavoro che il partito si appresta a svolgere in ambito locale e regionale».

Marcello Gemmato ha commentato: «per noi la politica è fatta di ascolto, presenza sul territorio e militanza. Bella serata di confronto e dibattito con amici e dirigenti del nord barese, Gioacchino Allegretti, Ninni Gemmato, Ranieri Giuseppe, Filippo Melchiorre, Vito Angelo Ippedico, Vincenzo Quinto, Cosma Cacciapaglia e Ninni Mangiatordi».

«Siamo particolarmente lieti di queste nuove adesioni – ha dichiarato il portavoce cittadino Vicenzo Quinto – perché ci permettono di potenziare e migliorare la struttura del partito nella nostra città e di affrontare nel migliore dei modi i prossimi appuntamenti elettorali. Com’è stato già detto saremo a breve impegnati per la nuova competizione regionale. L’obiettivo è di avere un nostro rappresentante, cosa che diventa ancor più possibile con la crescita in atto».

«Nella discussione – hanno scritto dal partito – si è ribadito che è fondamentale individuare forme inedite per comunicare con un elettorato sempre meno coinvolto e sfiduciato. È necessario trovare modalità nuove che riescano a favorire il dialogo con una società radicalmente diversa rispetto a quella che ha visto l’affermazione dei partiti di massa.

Occorre costruire un’identità e una narrazione politica in grado di coinvolgere i cittadini in un’azione in linea con i valori che caratterizzano i principi di libertà, democrazia, giustizia, solidarietà sociale, merito ed equità fiscale, ispirata ai valori della tradizione nazionale, liberale e popolare.

Per farlo è necessario che si sposti il baricentro dell’attività politica dal partito al cittadino. Un partito che voglia adattarsi ai cambiamenti dello scenario sociale deve mettere al centro della propria iniziativa politica non se stesso e la propria sopravvivenza né temi genericamente astratti. Deve invece riscoprire il gusto della proposta e della mobilitazione concreta, dell’impegno in iniziative che possano migliorare la vita dei cittadini.

Mettere al centro le persone significa spostare il fulcro del partito dal centro al territorio, elaborando proposte e sviluppando idee e progetti a livello micropolitico, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della vita dei cittadini nelle nostre città. Significa uscire dai circoli: non si può attendere che i cittadini vadano al partito; è il partito che deve andare dai cittadini. Significa riportare la discussione tra la gente, con proposte su temi cari alla cittadinanza, a favore di iniziative concrete e con l’obiettivo di seguirne l’iter fino alla realizzazione finale».

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Commenti

  • il signore degli anelli (utente non verificato)

    non conosco i quattro che hanno cambiato partito, ma credo che nessuno dei quattro ricopre un ruolo di consigliere comunale o assessore o altro nella vita amministrativa della città quindi, sono a tutti gli effetti dei semplici cittadini. Tanto in premessa perchè, a questo punto, vorrei che la testata giornalistica facesse un articolo anche su di me che ho cambiato partito e sono passato da scelta attiva a partito del nuovo

  • giacomo.delillo (utente non verificato)

    Cosicché Nunzia Mazzilli quando era iscritta al PSI (o Luigi Di Ciommo) credevano che quello fosse un Partito di destra. Andate dove volete, ma non vi giustificate, per cortesia. Non avete nulla di ideale da addurre a sostegno delle vostre volubili concretezze. Dopo la foto con Alfano, ne aspettiamo una con Ignazio La Russa.

  • sother (utente non verificato)

    Non è che posso, con i miei scritti, cambiare le cose in Italia (se fossi stato un “Grillo” acculturato, avrei già creato un partito tutto mio”), ma mi piace fare commenti, specie riguardo alla politica, argomento a me consono. Pur rispettando e comprendendo le ragioni per le quali uno si iscrive ad un movimento, dettate più che altro da una vaga conformità con le proprie idee o, talvolta, da una certa mancanza di idee, continuo a sostenere che qualunque partito attuale, dato che tutti rappresentano l’antico, non è in grado di far fronte alle esigenze italiane di oggi (altrimenti le avrebbero già risolte). Elencare, nei programmi, una lunga sfilza di proposte e non toccare il vero problema (il divario fra politici e popolazione), non la considero una scelta adeguata. C’è tanto da dire, ma lo spazio (ed il livello di sopportazione di chi legge) è poco. Salvatore Di Gennaro